Progetto dell'ente camerale: una rete per sostenere turismo e artigianato L'ente camerale casertano ha presentato ieri il progetto dei «centri commerciali naturali», una «rete» che prova a favorire l'integrazione tra le attività del commercio del turismo, dell'artigianato e dei servizi in aree omogenee, e prevalentemente nei centri storici. Riqualificando i territori e incentivando la riscoperta della vita sociale negli spazi pubblici. Si partirà in via sperimentale in undici Comuni: Caserta ( nella foto ), Alife, Aversa, Capua, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Santa Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca, Teano, Vairano Patenora. «La Camera di commercio sottolinea il segretario regionale della Confesercenti, Pasquale Giglio, componente della Giunta dell'ente di via Roma ha stanziato 250 mila euro per il solo 2009 per avviare il progetto che contempla varie fasi». Attività produttive Coinvolti il capoluogo e dieci Comuni Centri commerciali «naturali» nei borghi del Casertano Progetto della Camera di Commercio Rappresentano un tentativo di sostegno agli esercizi di vicinato e alle piccole imprese artigianali contro la pervasità dei centri commerciali «artificiali». Ma nel contempo, come sottolinea il presidente Mario Farina, «un'iniziativa concreta per preservare i centri storici dell'entroterra dall'abbandono e dalla desertificazione». L'ente camerale lancia il progetto dei «centri commerciali naturali », una «rete» che prova a favorire l'integrazione tra le attività del commercio del turismo, dell'artigianato e dei servizi in aree omogenee, e prevalentemente nei centri storici. Che si tratti di un solo asse commerciale o di un sistema omogeneo di vie e piazze, poco importa. L'obiettivo è riuscire a garantire una maggiore competitività e un incremento dei visitatori attraverso una comunicazione unitaria, un miglioramento del comfort e dei servizi alla clientela, un innalzamento del grado di accoglienza. Riqualificando i territori e incentivando la riscoperta della vita sociale negli spazi pubblici. Si partirà in via sperimentale in 11 comuni: Caserta; Alife; Aversa; Capua; Maddaloni; Marcianise; Mondragone; Santa Maria Capua Vetere; Sessa Aurunca; Teano; Vairano Patenora. Ma sarà possibile un successivo inserimento di altri centri che ne facciano richiesta. «La Camera di commercio sottolinea il segretario regionale della Confesercenti, Pasquale Giglio, componente della Giunta dell'ente di via Roma ha stanziato 250 mila euro per il solo 2009 per avviare il progetto che contempla varie fasi. La prima prevede uno studio che definisca le diverse tipologie di intervento nei vari centri e un'attività preliminare di formazione degli operatori. La seconda servirà ad individuare le necessità strutturali ed infrastrutturali (viabilità, parcheggi, arredo urbano). La terza è incentrata sull'implementazione dei servizi alla clientela (carte di credito personalizzate; Pos; navette gratuite dai parcheggi; consegna gratuita delle emacia domicilio; nursery; sportelli per la conciliazione) e alle imprese (sistemi di sicurezza e vigilanza; illuminazione; formazione degli addetti). L'ultima, sul marketing, la promozione e la pubblicità ». Ma propedeutica sarà la costituzione dei consorzi che consentiranno di iscriversi all'albo regionale dei centri commerciali naturali, e quindi - ottemperando al relativo disciplinare - di accedere ai cospicui fondi a disposizione. La Regione, ad esempio, ha già stanziato ben 17 milioni di euro per sostenere tali iniziative. «L'importante spiega l'europarlamentare Andrea Cozzolino, fino a poche settimane fa assessore alle Attività produttive di Palazzo Santa Lucia è riuscire a stimolare un profondo rinnovamento del commercio in Campania. Serve una riforma vera della mentalità degli operatori ancor più che delle normative di riferimento. La nostra è la prima regione in Italia per numero di esercizi di vicinato: ci sono ben 62 mila piccole e piccolissime imprese commerciali. Un numero addirittura superiore a quelle presenti in Lombardia. Va da sé che l'economia del territorio non è in grado di sostenerlo. Per rimanere sul mercato è indispensabile essere competitivi: in termini di rapporto qualità-prezzo, innanzitutto ». Cozzolino, infatti, ricorda che «incombe nuovamente il rischio di una ripresa delle dinamiche inflattive», e quindi di un aumento dei prezzi. «In tal senso osserva i centri commerciali naturali possono rappresentare un modello organizzativo in grado di incidere efficacemente su questo aspetto, oltre che sul sistema degli orari di apertura. E i negozi aperti fino a tardi costituiscono uno stimolo alla vita sociale e nello stesso tempo una garanzia di sicurezza per i centri urbani». Il nuovo leader provinciale dell'Ascom, Mario D'Anna, sposa con convinzione il progetto dell'ente camerale: «I centri commerciali artificiali dice hanno mutuato il modello di riferimento proprio dalle strade e dalle piazze delle città, aggiungendo servizi e comfort per i clienti. Oggi per vincere la loro agguerrita concorrenza dobbiamo riuscire a fare altrettanto, traendo il meglio dalla loro esperienza ». Per il presidente della Confesercenti, Maurizio Pollini, «è fondamentale, però, che i Comuni facciano la loro parte fino in fondo: altrimenti l'iniziativa non riuscirà mai a decollare». Pietro Falco
CASERTA Centri commerciali naturali per rilanciare i borghi storici
L'ente camerale casertano ha presentato un progetto per creare una rete di centri commerciali naturali, che uniscono le attività del turismo, dell'artigianato e dei servizi in aree omogenee, prevalentemente nei centri storici. Il progetto, che si partirà in via sperimentale in 11 comuni, prevede la riqualificazione dei territori e l'incentivazione della riscoperta della vita sociale negli spazi pubblici.
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