Degrado Il graffito è solo l'ultimo di una lunghissima serie di atti incivili Ennesimo scempio di un gruppo di pseudo-tifosi Denuncia del Comitato civico di Portosalvo Sono bastate poche ore ai Mastiffs per lasciare il segno del proprio passaggio a Port'Alba. E ci sono voluti due mesi per accorgersi di uno sfregio che giganteggia sotto gli occhi di cittadini, turisti e commercianti. L'atto vandalico è firmato dal gruppo di facinorosi che nasce come supporter del Napoli, un gruppo cui non basta più l'«occupazione» di piazza Bellini né bastano gli atteggiamenti provocatori esibiti non solo allo stadio. I Mastiffs intendono lasciare un segno tangibile come tanti ce ne sono già in molti angoli di Napoli e si affidano ai propri writers che fanno scempio della Porta che da piazza Dante immette su via Costantinopoli. La denuncia è stata presentata ieri dal Comitato civico di Santa Maria di Portosalvo, che ha stilato anche un dossier con l'elenco dei monumenti imbrattati dai graffitari. «Lo sfregio, nuovo e mostruoso denuncia Antonio Pariante, presidente del Comitato è avvenuto nell'area determinata come patrimonio dell'Unesco. Il fenomeno purtroppo sta dilagando e i danni aumentano esponenzialmente. Serve perciò subito un servizio anti graffiti per fronteggiare il degrado». È avvenuto tutto in una notte, circa due mesi fa, e sono stati alcuni commercianti della zona a decidere di sottoscrivere qualche giorno fa una serie di esposti per protestare contro questo nuovo insulto ad un pezzo di arte del centro storico, in questo caso un'opera datata 1625. Il graffito è di quelli che non passano inosservati hanno scritto è largo circa due metri e lungo almeno dieci. «I writers hanno dovuto lavorare almeno tutta la notte per realizzare questa mostruosità osservano i negozianti di Port'Alba ma di questo problema che mortifica la bellezza della nostra zona nessuno se ne occupa e il degrado aumenta». Quello di Port'Alba è però secondo il Comitato civico di Santa Maria di Portosalvo, che da anni sta monitorando la situazione dei monumenti su tutto il territorio solo l'ultimo sfregio di una lunghissima serie di atti vandalici che stanno deturpando irrimediabilmente il grande patrimonio storico e artistico della nostra città targato Unesco dal 1995. Il problema è planetario certo, ma a differenza delle altre città dell'arte italiane e straniere, Napoli non si è ancora dotata di un apposito servizio per la pulizia dei monumenti. «Per questo motivo aggiunge Pariante aspettiamo con fiducia una risposta concreta ad un nostro progetto intitolato Sentinart, le Sentinelle dell'Arte. Un progetto che ci venne richiesto dall'ex assessore al Turismo della Regione, Claudio Velardi, prima delle sue dimissioni. 'Sentinart' potrebbe essere utile per incominciare a fronteggiare questo fenomeno grazie all'aiuto di un gruppo di giovani laureati in diagnostica del restauro dei monumenti e per intervenire prima che sia troppo tardi». «Sentinelle dell'Arte» È un progetto redatto dal Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo, che da anni sta monitorando la situazione dei monumenti sul territorio cittadino