L'intervista Il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, ha sentito delle trenta tombe fenicie rinvenute nella villa di Berlusconi in Sardegna? «No, di cosa stiamo parlando?». Delle registrazioni dell'Espresso dove il presidente del Consiglio parla a Patrizia D'Addario di queste tombe fenicie che avrebbe trovato a Villa Certosa... «Prima di tutto bisogna vedere se il presidente Berlusconi stava dicendo sul serio, mentre parlava. Ma anche se quella registrazione si può considerare fedele..». Certamente. Ma ammesso che invece stesse dicendo la verità: il presidente del Consiglio sostiene che avrebbe trovato nel suo giardino di Villa Certosa trenta tombe fenicie risalenti al 300 avanti Cristo... «Una necropoli punica, praticamente ». Già.. «Probabilmente il presidente Silvio Berlusconi la deve aver trovata mentre stava facendo qualche lavoro, qualche scavo dentro la sua proprietà... ». Probabilmente. E quindi? «Quindi cosa?». Bisognerà pur denunciare la presenza di questi beni archeologici a qualche autorità preposta, o no? Lei che dice? «Ma questo è logico. Bisogna segnalare alla soprintendenza locale quello che viene rinvenuto durante lavori agricoli o edilizi, anche in una proprietà privata. Ma...». Ma cosa? «Non ci si deve porre il dubbio che in questo caso sia successo o meno». Perché dice così? «È evidente: se il presidente del Consiglio ha parlato di trenta tombe fenicie, ovvero di una intera piccola necropoli punica, trovate nel giardino di casa sua sono certo che l'avrà segnalata alla soprintendenza locale ». Da cosa le deriva questa certezza? «Semplicemente dal fatto che Berlusconi avrebbe parlato in maniera esplicita di tombe fenicie». E dunque? «Come faceva il presidente del Consiglio a sapere che fossero proprio tombe fenicie? Sarà stata per forza la soprintendenza locale che ha stabilito la punicità di quelle tombe ». E se invece non fossero state segnalate alla soprintendenza locale? «Non spetta a me fare supposizioni nè indagini».