La notizia è talmente clamorosa trenta tombe fenice (così, non 'fenicie', nel sito de L'Espresso!) trovate a Villa Certosa durante lavori edilizi - da richiedere una valutazione prudente. Sforzo difficile, perché non si esclude che sia vera e soprattutto, visti situazione e personaggi, possibile. Proviene dall'ennesima conversazione registrata fra il nostro Presidente del Consiglio e Patrizia D'Addario. La frase incriminata, così come riportata nel sito dell'Espresso, sarebbe questa: "Sotto qua abbiamo scoperto 30 tombe fenice del 300 avanti cristo". La prima operazione da fare è la valutazione del contesto e della fonte. Il contesto (quello telefonico) appare ancora formalmente sigillato dalla Procura della Repubblica di Bari, ma evidentemente ne circolano delle copie, parrebbe a regola d'arte. La fonte appare confusa: parla di fenici (in Sardegna dall'800 al 530 a.C. circa) datandone i reperti al 300 a.C. (cioè in età punica, in Sardegna dal 530 al 238 a.C. circa). Dietro la confusione delle fonti si cela talvolta un nucleo di verità: chi scambia Remo con Remolo o storpia il viaggio di Enea, può anche dire tombe fenicie del 300 a.C. Ed è questa confusione a farci sembrare la fonte affidabile. Se infine la potenza del testosterone non sempre corrisponde alla competenza culturale, poter dire '300 a.C.' dà sicuramente l'illusione, per chi è abituato a possedere tutto, di possedere anche ciò che non gli appartiene. Ma se ciò corrispondesse al vero, si tratterebbe non soltanto di un reato assai grave e ahimè abbastanza comune, ma di uno schiaffo inaccettabile alla cultura sarda. Va cacciato a cavallo di un asino suonandogli i coperchi delle pentole. L'Associazione Nazionale Archeologi ha tempestivamente chiesto chiarimenti. Anche noi vorremmo sapere se la notizia è vera. Attendiamo conferme che ci faccano capire se lo scavo è stato illegale, oppure se è stato autorizzato, come la costruzione della villa. Se gli Enti di Tutela sapevano e, nel caso, perché il resto del mondo, ad iniziare dalla Sardegna, no. E se non sapevano, che si preparino ad agire di conseguenza a norma di legge. Nel caso: Berlusconi ne ha paralto solo con la sua escort o ha comunicato subito alla Soprintendenza il rinvenimento? quando e con quale numero di protocollo? Dove sono finiti i materiali archeologici, quali sono e con quali associazioni e corredi? La storia di Olbia fenicia e punica è importantissima per la Sardegna e il Mediterraneo, ed in ogni caso questo dato, se in qualche modo confermato, ne amplierebbe orizzonti e dimensione territoriale. Infine, attendiamo una richiesta di chiarimento da parte della Regione Sardegna, perché crediamo che il patrimonio della Sardegna debba essere tutelato dai suoi rappresentanti. Se il Presidente Cappellacci, stante i rapporti stretti con il suo capolista Berlusconi potrebbe procurarsi notizie di prima mano (speriamo non telefoniche), ci piacerebbe che una persona competente come l'Assessore Baire, che viene dal mondo della tutela, pretendesse chiarezza su questo fatto e, con forza, il nostro diritto alla cultura ed alla sua conoscenza combattendo l'ennesimo affronto ed esproprio. Chieda immediatamente conto di tutto ciò al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, e speri che non risponda con una delle sue poesie.