Montecatini verde: chi costruisce raddoppi gli alberi È un regolamento edilizio da pollice verde quello reso esecutivo dal Comune di Montecatini che impone la piantumazione degli alberi in misura doppia rispetto a quelli sacrificati al cemento. Il provvedimento regola anche l'aumento del carico urbanistico che viene così disciplinato: va piantato un albero di alto fusto ogni 20 metri quadrati di ampliamento o cambio di destinazione d'uso. Montecatini, orgogliosa del suo patrimonio verde di cui il parco termale è l'esempio più lussureggiante, cerca così di mitigare l'incedere del mattone. Non che il piano strutturale preveda colate di cemento, anche se nelle zone collinari sono previsti insediamenti. Ma i diffusi ampliamenti potrebbero intaccare la ricchezza naturale così amata da residenti e turisti. In Comune, però, hanno considerato anche l'eventualità che il proprietario sia impossibilitato a piantare altri alberi perché non dispone di spazio sufficiente. Dopo aver tagliato le piante che occupavano la superficie coperta dal cemento, può mettersi in pace con la coscienza e l'amministrazione pagando un indennizzo. Nessun problema sul quantum. Sono stati definiti anche i criteri da applicare a chi non ripaga in natura l'abbattimento delle piante. Il riferimento è l'Associazione italiana costruttori del verde, "Assoverde", di cui fanno parte le più significative imprese che operano nel settore. Ogni anno l'associazione redige un prezzario di tutte le essenze arboree facendo la media dei prezzi di vendita applicati da vivaisti di alcune città campione. Una sorta di borsino. E così è stato predisposto l'elenco delle specie presenti in città ricorrendo al tariffario dell'associazione. D'ora in poi nelle pratiche edilizie con piante rimosse sarà compresa una nuova voce: il costo degli alberi abbattuti e non sostituiti. Il Comune ringrazia, il territorio un po' meno. Alberi: tagli uno, ripianti due. Decisione del Comune per non impoverire il verde Prescrizione valida per chi costruisce e deve abbattere anche una pianta Prevista pure una forma di indennizzo MONTECATINI. Va bene il mattone, ma a patto di mitigarne l'impatto con una quota di verde. Quello che toglie alla natura, l'uomo deve restituirlo raddoppiandolo in quantità. Almeno quando può. È il principio fissato dal regolamento edilizio e dalle norme tecniche di attuazione del piano regolatore. Prescrizioni che diventano esecutive con la firma del responsabile del settore lavori pubblici, l'architetto Mario Damiani. Pollice verde. Il Comune mostra il suo pollice verde imponendo per ogni albero abbattuto, in caso di nuove costruzioni o ampliamenti, la ripiantumazione di almeno due piante. Per gli interventi in cui è previsto l'aumento del carico urbanistico viene prescritta la messa a dimora di un albero di alto fusto ogni 20 metri quadrati di ampliamento o cambio di destinazione d'uso. Se il proprietario è impossibilitato a piantare altri alberi perché non ha lo spazio sufficiente, dopo aver tagliato quelli che occupavano la superficie coperta dal cemento, può monetizzare l'operazione e mettersi in pace con la coscienza. Patrimonio verde. Ricca di viali e orgogliosa di un patrimonio che ha il suo cuore pulsante nel parco termale, Montecatini cerca di non scendere negli standard di qualità circa il rapporto tra verde e residenti che ne fanno una realtà invidiabile. I giardini, anche se a volte lasciati a se stessi, e le centinaia di alberi contribuiscono a tratteggiare quell'immagine di relax che è uno dei tratti distintivi della città. I paletti. Una ricchezza a futura memoria, dunque, che il Comune intende preservare mettendo dei paletti per quegli interventi che prevedono consumo di territorio e abbattimento di alberi. La piantumazione nella misura del doppio di quanto rimosso va nella direzione di non depauperare il verde cittadino. Si paga. Chi non potrà, per ragioni oggettive, sostituire gli alberi dovrà pagare una sorta di indennizzo. «Quella di imporre la piantumazione del doppio degli alberi tagliati - spiega il responsabile dell'assetto del territorio, architetto Mario Damiani - è una peculiarità del regolamento edilizio. Non ci sono molti Comuni che prevedono simili prescrizioni». L'amministrazione ha anche definito i criteri per stabilire le cifre da chiedere a chi non ripaga in natura l'abbattimento delle piante. L'Associazione Italiana Costruttori del Verde "Assoverde", di cui fanno parte le più significative imprese che operano nel settore del verde, ha lo scopo di promuovere la salvaguardia dell'ambiente, del paesaggio e del suolo e di favorire lo scambio di esperienze tra le aziende associate. Ogni anno Assoverde redige un prezzario di tutte le essenze arboree facendo la media dei prezzi di vendita applicati da vivaisti di alcune città campione. In Comune non avevano idea di quanto far pagare un platano, un leccio o un pino marittimo. E così hanno predisposto l'elenco delle specie presenti in città ricorrendo al tariffario dell'associazione. D'ora in poi nella pratica edilizia da firmare verrà conteggiato anche il costo degli alberi abbattuti e non sostituiti. Pietro Barghigiani
TOSCANA - Svolta ecologica nel regolamento edilizio
Il Comune di Montecatini ha adottato un regolamento edilizio che impone la piantumazione di alberi in misura doppia rispetto a quelli sacrificati al cemento. Per ogni albero abbattuto, il proprietario deve piantare almeno due nuovi. Inoltre, per ogni 20 metri quadrati di ampliamento o cambio di destinazione d'uso, viene prescritta la messa a dimora di un albero di alto fusto. Se il proprietario non può piantare altri alberi, può pagare un indennizzo.
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