«Mostre mostruose poiché sovraffollate e consumate come eventi? Fiumi di ignoranti che inondano il Louvre, paragonabile a una stazione o a un lager? Ma che discorso passatista è questo? La tesi di Citati è assurda», commenta da Venezia Monique Veaute, che da due anni guida come direttore e amministratore delegato Palazzo Grassi e Punta della Dogana, il nuovo centro veneziano darte contemporanea. «Il fatto che oggi un gran numero di non specialisti visiti entusiasticamente i musei, invece che andarsene in spiaggia o a gremire gli stadi, mi sembra una delle più preziose fortune del nostro tempo». Francese nata in Germania e sostenuta da unesperienza pluriennale di organizzatrice culturale in Europa, la Veaute sta ospitando in questi giorni con successo («abbiamo avuto sessantamila visitatori in un mese») le opere di François Pinault, massimo collezionista al mondo nonché proprietario di Palazzo Grassi. Da veemente promotrice della cultura dei pochi da dare in pasto ai tanti («ho fatto mia lidea di Antoine Vitez, il quale parlava di unarte "élitaria per tutti"»), Monique sostiene limportanza del «lavoro enorme compiuto da organizzatori che la pensano come me per avvicinare a creazioni anche complesse un pubblico sempre più vasto, non formato solo da critici e specialisti compiaciuti di se stessi e lieti di considerarsi detentori esclusivi della cultura, da non condividere con gli esseri "normali"». Come spiega che lafflusso di pubblico nelle mostre sia aumentato tanto negli ultimi anni? «È il risultato benefico di un grande sforzo di diffusione del sapere», ribadisce Monique, «compiuto attraverso nuovi media come Internet e sospinto da iniziative intelligenti come lapertura dei musei di notte, che è stata uninvenzione parigina». La maggiore preoccupazione dei direttori attuali dei grandi musei, prosegue la Veaute, «è fornire ai visitatori il maggior numero possibile di strumenti che aiutino a comprendere il significato di ciò che si espone. Un buon catalogo, didascalie limpide, tavole esplicative chiare e molto curate... Sono i criteri che determinano il livello di validità di uno spazio espositivo secondo uninchiesta pubblicata di recente in Francia dal Journal des Arts». Adottando un modello già collaudato dai musei francesi, la direttrice di Palazzo Grassi ha persino introdotto nelle mostre che organizza i cosiddetti "mediatori culturali", supporti vivi e circolanti tra la gente che di certo farebbero inorridire Citati: «Sono giovani studenti, scelti nelle università in base alle loro competenze. Savvicinano ai visitatori che sembrano più perplessi o smarriti e li aiutano a trovare chiavi di lettura dellopera». Quanto allaffermazione che leccesso di pubblico possa nuocere alla salute dei quadri, Monique la trova provocatoria e fuori dalla realtà: «Non siamo tanto masochisti da mettere a rischio lo stato delle opere che ospitiamo. Ogni museo deve contare su assolute condizioni di sicurezza e su una temperatura regolata alla perfezione: sono norme imprescindibili, legate ad aspetti assicurativi». Forse, ride la signora, «Citati si divertiva di più ventanni fa, quando nei musei cera soltanto lui. Ma questo è un suo problema personale che non ci riguarda».
LOUVRE - La replica di Monique Veaute. Ma è un errore rimpiangere il passato
Monique Veaute, direttrice e amministratore delegato di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, sostiene che il gran numero di visitatori che frequentano i musei non è un problema, ma una fortuna. Secondo lei, l'accesso alla cultura è importante per tutti, non solo per i critici e gli specialisti. Veaute attribuisce l'aumento del pubblico alle iniziative di diffusione del sapere attraverso nuovi media e alle iniziative intelligenti come l'apertura dei musei di notte. La direttrice sostiene che i musei devono fornire ai visitatori strumenti per comprendere il significato delle opere esposte, come cataloghi, didascalie e tavole esplicative.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo