Lasciati fra San Quirico e il Lagaccio, ora vengono trasferiti MA guarda chi si rivede, i moli colombiani: che dal colpevole oblìo trovano momentaneamente casa a Scarpino, in attesa di un futuro. Ci sono voluti ventanni perché il Comune si ricordasse che ci sono dei pezzi concreti della storia di Genova abbandonati tra le erbacce e la spazzatura: ritrovati sotto il selciato di piazza Caricamento durante i lavori per lExpò 1992, ferocemente discussi, furono segati, numerati e trasferiti in un paio di depositi: soprattutto a San Quirico, dietro lattuale isola ecologica, mentre altri sono, in migliori condizioni, al Lagaccio. «Non potevamo lasciarli lì, a rovinarsi - spiega Elisabetta Corda, assessore alle manutenzioni - Amiu e Aster hanno iniziato la pulizia dei massi e dellarea; poi verranno trasferiti, daccordo con la Soprintendenza, in unarea chiusa e controllata a Scarpino, dove verranno nuovamente catalogati e rimessi almeno in ordine». Per farne cosa? Mistero: siamo allo stesso punto dellanno di grazia 1989, quando cera tutto un altro mondo. «Pensiamo ad un concorso di idee per a loro sistemazione e valorizzazione» dice Corda. Farli tornare a Caricamento, a costituire quel parco archeologico di cui tanto si favoleggiava? Sembra difficile vederli in un altro contesto. (d. al.)
GENOVA - Rispuntano i moli di Colombo un concorso di idee per sistemarli
Il Comune di Genova ha deciso di trasferire i massi colombiani, ritrovati durante i lavori per l'Expo 1992, in un area chiusa e controllata a Scarpino. I massi, che erano stati segati e numerati, erano stati trasferiti in depositi a San Quirico e al Lagaccio, ma l'assessore alle manutenzioni, Elisabetta Corda, ha deciso di farli tornare a Scarpino per essere catalogati e rimessi almeno in ordine. La destinazione finale dei massi è ancora misteriosa, ma l'assessore ha proposto un concorso di idee per la loro sistemazione e valorizzazione.
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