Il 30 incontro con Grifoni Contenzioso sui costi delle varianti, la soprintendente: "Obbligati a finire il primo lotto" «O si va ad un accordo o si chiude il rapporto contrattuale e si smonta il cantiere». Sulla ripresa dei lavori per i Nuovi Uffizi, ormai fermi all80 per cento da quasi un anno, si annuncia un confronto duro. E la dichiarazione dellingegnere Massimo Mucci Beltrami, presidente e coordinatore dellAti-Ccc, raggruppamento di imprese che si è aggiudicato lappalto, suona come un ultimatum allindirizzo della soprintendente e direttrice dei lavori Paola Grifoni, da mesi in contenzioso con le imprese sui costi aggiuntivi dovuti ad alcune varianti al primo lotto degli interventi. Lappuntamento per quello che sarà lincontro risolutivo, è fissato per il 30 luglio. Sul tavolo, la ripresa dei lavori relativi al completamento del raddoppio della Galleria degli Uffizi, e quindi laggiudicazione del secondo lotto. Ma se non si troverà un accordo, lalternativa in ponte appare davvero preoccupante: non solo per lulteriore stop ai lavori con ritardi inimmaginabili, ma per lo smantellamento del megacantiere che attualmente invade il piazzale degli Uffizi, con conseguente avvio di una nuova gara di appalto. Ipotesi drastica che Mucci Beltrami si augura di non dover percorrere, auspicando una possibile intesa con la soprintendente. Motivo del contendere, in merito al quale si è espresso recentemente con parere vincolante il Provveditorato alle opere pubbliche, le maggiorazioni dei prezzi relative ad alcune varianti di progetto richieste dalle imprese. Una disparità di prezzi che ha visto discutere per tre mesi i due contendenti, finché i primi di giugno la soprintendente Grifoni ha messo la questione in mano al Comitato tecnico del Provveditorato per una valutazione super partes. «A questo punto, il parere del Provveditore è arrivato, riconosce la legittimità delle nostre procedure e invita le imprese a firmare quello che si chiama "atto di sottomissione" per riprendere e concludere i lavori del primo lotto. Di fatto non riconosce, come loro vorrebbero, costi per una nuova progettazione dei lavori, ma per una variante suppletiva al progetto originario, e su questo offre la possibilità di un accordo di mediazione. Tuttavia se non lo firmano, noi gli possiamo imporre la prosecuzione dei lavori, atto a cui non vorrei davvero arrivare perché, è chiaro, pregiudica definitivamente laffidamento dei lavori del secondo lotto, che sarei costretta a riassegnare ad altri con uno nuovo bando di gara» spiega Grifoni, senza citare neppure una cifra. «Staremo a sentire cosa ci viene proposto, non so se riusciremo a risolvere una questione così complessa - ribatte il coordinatore dellAti-Ccc - Certo se tutto va bene, contiamo anche di recuperare i tempi persi. Altrimenti si chiude il contratto e addio cantiere». Una svolta difficile, che in questi mesi ha visto aleggiare anche lipotesi di commissariamento dei lavori dei Nuovi Uffizi. Finora smentita anche dal capo di gabinetto del ministro dei Beni culturali Salvatore Nastasi.