SASSARI. Riqualificazione ambientale, risparmio energetico, snellimento burocratico, rilancio dell'economia a colpi di mattone: si parlava da mesi delle intenzioni del «piano casa», ma i sardi ancora non avevano capito quanto avrebbero potuto costruire in più. Ora lo sanno. Sul sito internet della Regione è cliccabile il disegno di legge approvato dalla giunta Cappellacci il 16 luglio. È la parte di competenza regionale del «piano casa» lanciato da Berlusconi, che ha appena firmato il decreto per la costruzione in Italia di centomila nuovi alloggi di edilizia sociale in cinque anni. Il disegno di legge della giunta regionale (che naturalmente dovrà essere approvato dal Consiglio) riguarda invece chi la casa ce l'ha e vuole ingrandirla, o le aziende turistiche decise ad ampliare le loro attività. Vengono spiegati nei dettagli tutti gli aumenti di cubatura possibili, anche con il superamento «degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti urbanistici e delle vigenti disposizioni normative regionali». Un'eccezione alle regole che aveva allarmato opposizione e ambientalisti quando Berlusconi aveva messo a punto la filosofia del «piano casa» parlandone in anteprima con il governatore del Veneto e con quello della Sardegna. Edilizia residenziale. Possibile un aumento del 20 per cento «organico e coerente» della volumetria esistente. Può arrivare al 30 se l'intervento sull'immobile comporta una riduzione del 15 del fabbisogno di energia primaria. Incrementi da tagliare però di un terzo se l'edificio si trova tra i 300 e i 2000 metri dal mare in zona F turistica. Se invece è nella fascia dei 300 metri, l'aumento massimo di cubatura è del 10, purché finalizzato «al miglioramento della qualità architettonica e del contesto paesaggistico» (vietato sopraelevare). Nei centri storici saranno possibili interventi solo su edifici costruiti meno di 50 anni fa e «in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto». Demolire e ricostruire. Per costruzioni ultimate entro il 31 dicembre 1989 e bisognose di profonde revisioni è consentito un aumento di volumetria del 30 (che sale al 35 con una forte riduzione del consumo energetico) in caso di «integrale demolizione e ricostruzione» con miglioramento della qualità architettonica e tecnologica. L'incremento di cubatura diventa del 40 (o del 45 grazie al risparmio energetico) se chi possiede un edificio nella fascia dei 300 metri dal mare o in altre aree di valore paesaggistico lo demolisce, cedendo gratuitamente il terreno al Comune, e ricostruisce altrove. Nei centri storici l'intervento è possibile solo per edifici con meno di cinquant'anni ed estranei al contesto architettonico. Zone agricole. La cubatura può essere aumentata del 20, che si riduce al 10 nella fascia dai 300 ai 2000 metri dal mare, senza distinzione tra funzioni agricole o residenziali. Entro i 300 metri, invece, è consentito intervenire solo per migliorare la qualità architettonica dei fabbricati a uso agricolo: aumento massimo del 10. Attività turistiche. Incrementi di cubatura del 10 (non nuovi posti letto, ma servizi turistici) per gli edifici entro i 300 metri dal mare. Nelle altre zone l'aumento può essere del 20 (o addirittura del 30 in caso di forte risparmio energetico), con almeno metà dei nuovi volumi destinata a servizi turistici. Obbligatoria la continuità con il fabbricato esistente.