La casa natale chiusa da anni. I conti della Fondazione Puccini ingessati da tre cause. Il consiglio comunale, con due ordini del giorno, si rivolge allo Stato per sbloccare almeno il contenzioso sulla villa di Viareggio e dei diritti d'autore delle opere (2,1 milioni). Il primo documento, elaborato da tutti i capigruppo, è un appello alla Presidenza del consiglio al ministero dell'Economia. Serve a ottenere il ritiro del ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato contro la sentenza del tribunale di Firenze del novembre 2008 che affida alla Fondazione Puccini diritti d'autore e la villa del Maestro a Viareggio. «Il nodo cruciale sono i diritti d'autore - spiega il sindaco Mauro Favilla - che lo Stato non vuole rendere. Il ricorso permette, dunque, all'Agenzia del Demanio di procedere con una richiesta di transazione. Noi riteniamo però che questo ricorso sia ingiusto e vogliamo un'intesa. Siamo disposti a chiudere le cause legali anche rimettendoci qualcosa se questo permettesse alla Fondazione di tornare a operare subito». L'apertura al pubblico della casa natale di Corte San Lorenzo, tramite una trattativa con Simonetta Puccini, e il rafforzamento della Fondazione come organismo di riferimento per Puccini in Lucchesia sono, invece, i punti qualificanti dell'altro documento. L'atto ipotizza anche la revisione dello statuto della fondazione, già avviata come fa presente la direttrice, la professoressa Gabriella Biagi Ravenni: «È un passo indispensabile per consentire di crescere alla fondazione - spiega - diventando una fondazione di partecipazione con l'ingresso di enti e istituzioni che partecipano in maniera concreta alle attività». Di interesse cruciale anche la questione del museo dedicato a Puccini: «Credo che la creazione di uno spazio Puccini dovrebbe essere la priorità per la Fondazione e per la città - prosegue la Biagi Ravenni -: non intendo uno spazio sostitutivo della casa ma di un ambiente complementare. Il luogo dove collocare il museo è la casa natale del Maestro ma questo appartamento non è in grado di accogliere un notevole flusso di turisti. Nello spazio Puccini potremmo avere sussidi tecnologici per ascoltare musica, vedere dvd e filmati d'epoca, scorrere foto. Dobbiamo ancora capire dove collocare questo spazio». Quanto all'eredità lasciata dall'anno pucciniano, il 2008, a Lucca, l'assessore alla cultura Letizia Bandoni è ottimista: «La Fondazione sta assumendo un ruolo di coordinamento che è una sorta di eredità morale del ruolo del comitato nazionale. La Fondazione non deve diventare un produttore di spettacoli ma può avere un ruolo importante nel coordinamento e nella promozione di iniziative. Ma deve essere dotata di patrimonio e risorse. Perciò dobbiamo difendere gli interessi della città e della Fondazione con tutti i mezzi necessari». Alessandro Petrini Sulla casa natale e quelle di Torre e Viareggio La Fondazione ha in corso tre cause in tribunale LUCCA. Sono tre le cause che ha in piedi la Fondazione Puccini. Il contenzioso è partito nel 1999 da un atto di citazione di Simonetta Puccini contro Fondazione e Comune di Lucca per chiedere la restituzione della casa natale in Corte San Lorenzo. Il sindaco dell'epoca, Pietro Fazzi, decise di resistere alla richiesta e si affidò a uno studio legale di Milano che chiese alla professoressa Gabriella Biagi Ravenni, ex presidente della fondazione Puccini, di fornire tutti i documenti possibili sulla casa museo. Con quell'opera di ricerca vennero alla luce due legati di Rita Dell'Anna, erede di Giacomo Puccini (era la moglie di Antonio, figlio del compositore), che lasciava alla Fondazione Puccini la villa di Viareggio e quella di Torre del Lago oltre ai diritti di autore. Per questo si sono aperte altre due cause contro Simonetta Puccini e il Demanio. Riguardo alla casa natale, nel 2006 il tribunale ha affidato l'immobile e tutti i beni che la fondazione aveva acquistato a Simonetta Puccini. La fondazione ha fatto ricorso in appello e la prima udienza è fissata per l'8 maggio 2011. Per la villa di Torre del Lago nel 2007 c'è stata una sentenza a favore di Simonetta Puccini: la fondazione ha fatto ricorso in appello (prima udienza il 5 ottobre 2010). Per la villa di Viareggio e i diritti sulle opere (2.163.674,83 euro al febbraio 2007), il tribunale di Firenze ha riconosciuto la proprietà alla Fondazione Puccini. Che deve avere anche un altro milione per i diritti d'autore del 2007 e 2008. Contro questa sentenza si è appellata l'Avvocatura di Stato: nel gennaio 2010 ci sarà la prima udienza in Corte di appello a Firenze. A.P. Attacco all'interrogazione del Pdl per sollecitare il contenzioso LUCCA. Unanime il giudizio del consiglio comunale nello stigmatizzare l'interrogazione presentata dal senatore viareggino del Pdl, Massimo Baldini, per sollecitare l'Agenzia del demanio ad appellarsi contro la sentenza che aveva affidato la proprietà della villa di Puccini a Viareggio e i due terzi dei diritti di autore alla Fondazione Giacomo Puccini. «Scatenare una querelle campanilistica è una tentazione per chi vive di voti - dice Pietro Fazzi, capogruppo di Liberi e responsabili - e quest'iniziativa ha tre possibili chiavi di lettura: è maldestra o malevola o inutile. Secondo me è inutile». Sullo stesso tono il capogruppo di FI-Pdl Franco Fabbri: «Tirare fuori il campanilismo per Puccini è un comportamento da campagna elettorale. I rapporti istituzionali tra Lucca e Viareggio sono diversi e ora dobbiamo chiudere questa vicenda quanto prima perché non c'è più tempo».