(regioni.it) "La firma del decreto sull'edilizia residenziale pubblica e' un fatto estremamente positivo, frutto del lavoro proficuo svolto dal Governo con le Regioni e le Autonomie Locali", afferma il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. "L'intesa sancita dopo il confronto di merito in Conferenza Stato-Regioni - osserva Fitto - ha consentito lo sblocco immediato di 200 milioni di euro che daranno una boccata di ossigeno all'intero settore. Con lo stesso metodo - conclude - riprenderemo il confronto tanto sulla rifinitura degli accordi previsti nell'intesa, quanto sul percorso di completamento del piano di rilancio edilizio" Secondo la presidente dell'Umbria, Maria Rita Lorenzetti - Coordinatore delegato per le materia governo del territorio, edilizia residenziale e pubblica, urbanistica per la Conferenza delle Regioni - il decreto del Presidente del Consiglio in materia di edilizia presidenziale firmato oggi "e' un atto dovuto rispetto all'accordo del marzo scorso tra Governo e Regioni". "Sono sempre quei 550 milioni di euro - precisa ancora la Lorenzetti - che il precedente esecutivo aveva gia' distribuito alle Regioni. Con la prima finanziaria, l'attuale Governo se li era ripresi, salvo poi, dopo un serrato contenzioso, restituircene 200. In sostanza, se ce ne avessero lasciato da subito la disponibilita', li avremmo gia' spesi, specie in quelle Regioni, come l'Umbria, che da un anno e piu' si sono dotate di un proprio piano di edilizia residenziale pubblica". La Lorenzetti torna infine a sollecitare il Governo "a varare quanto prima quel tavolo di confronto con le Regioni che deve servire a progettare un vero piano casa, e non una sua piccola parte, come si configura il decreto odierno". Il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, sottolinea invece come "il Piano Casa varato dal Governo, cosi' come ha dichiarato il ministro Matteoli, e' un progetto molto ambizioso e lo e' per due motivi fondamentali. Il primo motivo e' che per la prima volta dopo decenni, l'Italia affronta la questione fondamentale di dare casa a chi ne ha bisogno per davvero: famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati. Il secondo motivo che fa di questo Piano una straordinaria iniziativa dal punto di vista produttivo ed economico e' che gli stanziamenti previsti, sommati a quelli che verranno attivati da Regioni ed Enti locali, garantiranno un forte impulso al settore edilizio e al suo indotto, nonche' all'occupazione". "Se poi si considera dice Galan - quanto da poco approvato dalla nostra Regione in materia di sostegno al settore edilizio e quanto definitivamente approvato oggi dal Governo Berlusconi, si puo' ben dire che il Veneto e' all'avanguardia nella realizzazione di interventi tesi a incentivare la ripresa economica, a qualificare l'architettura residenziale e non solo, ma soprattutto a dare risposteefficaci ad una domanda sociale imponente". "Infine, ma e' questione prioritaria e come tale va considerata, il Piano Casa governativo prevede incentivi e agevolazioni anche per gli immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni in Italia o da cinque nella stessa regione". Per il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, "il Governo ha approvato il piano casa in relazione al recente accordo Stato-Regioni e devo purtroppo constatare che tale provvedimento appare ben poca cosa rispetto a quello annunciato e non sembra in grado di affrontare le forti tensioni sociali che si stanno sviluppando su un tema sensibile come questo". "Gli investimenti previsti dal Governo - ha proseguito Marrazzo - sono infatti ridotti e sensibilmente inferiori anche solo a quelli previsti dalla Regione Lazio In questa regione abbiamo lavorato a una legge condivisa da tutta la maggioranza che rappresentasse un punto di incontro tra tante esigenze diverse: nuova spinta economica e attenzione ai diritti dei cittadini e alla tutela dell'ambiente". "Il Lazio - ha aggiunto Marrazzo - del resto e' ormai da anni in prima fila nelle politiche della casa, con investimenti che sfiorano quasi 600milioni di euro, con la realizzazione di decine di migliaia di nuove abitazioni di edilizia residenziale e agevolata e con una particolare attenzione al sostegno a chi paga gli affitti e a chi accende un mutuo per l'acquisto della prima casa" Per l'assessore alla casa della Regione Toscana, Eugenio Baronti, "C'era una volta un piano da 550milioni di euro, quello varato dal governo Prodi, ora, dopo due anni e mezzo, ce n'e' uno da 200 milioni. Intanto la Toscana ha gia' fatto la sua parte. Infatti, poiche' alla Toscana sarebbero spettati 31,5 milioni, come quota parte sul vecchio piano casa di Prodi, noi li abbiamo anticipati con risorse regionali, in modo da far partire gli interventi in attesa che il governo attuale sbloccase i fondi". Grazie agli interventi regionali, "metteremo a disposizione spiega Baroni - circa 3 mila nuovi alloggi e faremo interventi di ristrutturazione e riqualificazione in 10.290 alloggi. Questa e' l'esperienza della Regione Toscana e mipare che valga molto di piu' di tanti annunci". Anche perche', conclude Baronti, "oggi, con questo decreto, ci sono 200 milioni. Che un domani si arrivi a 550, per ora, e' solo una promessa". E' per una valutazione positiva del Piano Casa varato dal Governo l'assessore alla Pianificazione territoriale del Friuli Venezia Giulia, Federica Segnati (Lega Nord), che ha anticipato che "in sede locale il piano sara' arricchito da un deciso snellimento delle procedure". Il disegno di legge che in Friuli Venezia Giulia disciplina il Piano casa, e che prevedibilmente verra' esaminato a ottobre dal Consiglio regionale, "recepisce gli indirizzi del Piano Casa nazionale - ha spiegato Seganti - e consente ampliamenti sino al 35 per cento dei volumi in periferia (sino a 200 metri cubi nei centri storici) e recuperi dei sottotetti, con la possibilita' di alzarlo se fuori dai centri storici"."Tra le peculiarita' del Piano regionale - ha sottolineato Seganti - ci sono l'esonero, in casi specifici, del contributo per il permesso di costruire, un incremento dell'attivita' libera e l'introduzione del principio del 'silenzio assenso', secondo il quale i comuni hanno 60 giorni per rispondere, trascorsi i quali la mancata risposta equivale a parere positivo". In Campania il Ddl prevede tre strumenti per tre ambiti diintervento: la ristrutturazione edilizia privata (piccoli proprietari), la ristrutturazione di edifici IACP in aree degradate, la costruzione di nuovi alloggi in stabili industriali dismessi. In particolare, i vecchi edifici IACP situati in aree degradate potranno essere interamente abbattuti e ricostruiti con pari volumetria secondo moderni criteri. Alle imprese verra' concessa la possibilita' di un incremento volumetrico fino al 50 per realizzare nuovialloggi residenziali da immettere sul mercato Nelle aree urbane degradate (per esempio quelle indistriali dismesse) saranno ammessi interventi edilizi con cambiamenti di destinazione d'uso, senza aumenti delle volumetrie, per trasformarli in edilizia abitativa. In questo caso il concessionario devra' destinare almeno il 20 del valore creato all'housing sociale. Nel presentare il Ddl Bassolino sottolineo' che come il provvedimento affrontasse "in maniera radicale il tema della sicurezza antisismica degli edifici. Siamo la prima regione a farlo". Per ricevere l'autorizzazione degli incrementi volumetrici, infatti, i proprietari saranno tenuti ad aprire il fascicolo del fabbricato, una sorta di 'carta d'identita" dell'edificio. Il presidente delle Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha qualche dubbio sull'attuazione del 'Piano Casa' nell'isola e precisa: "non possiamo cementificare. Bisogna stare attenti per non stravolgere gli assetti urbanistici di una Sicilia che ha avuto larghe sacche di abusivismo edilizio. Lo so che darebbe lavoro, ma ci sono limiti che non si possono superare". Per De Filippo "non puo' che essere positivo ogni provvedimento che aiuta gli italiani, sopratutto le fasce piu' deboli della popolazione, a essere proprietari di una casa, ma cio' che ancora non si placa e' il volere a tutti i costi proporsi come il risolutore unico dei problemi della comunita', ben sapendo che Governo, regioni e enti locali devono lavorare seriamente insieme per ridurre le distanze tra gli annunci e le realizzazioni concrete". Anche il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, sottolinea come "lo stanziamento iniziale di 200 milioni e' insufficiente, e ci auguriamo che il Governo mantenga fede agli impegni precedentemente assunti di arrivare al tetto di 550 milioni per il settore dell'edilizia residenziale. Occorre davvero accelerare i tempi per rilanciare il settore, con un Piano - ha concluso DE Filippo - che deve vedere protagonisti necessariamente Regioni e enti locali, altrimenti in assenza di un'azione coordinata non si fara' altro che esasperare la confusione".
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21 Luglio 2009
Decreto edilizia residenziale pubblica: Fitto, Lorenzetti, Galan, Lombardo, Marrazzo, De Filippo...
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