Foto dei Fori, affreschi, sculture ai Musei capitolini si apre la mostra sugli sventramenti di Mussolini Prima del settembre 1931 cera il quartiere Alessandrino, con le botteghe, le chiese, le viuzze tra le i palazzetti di edilizia popolare del Settecento e le casupole medievali. Così come un anonimo fotografo dellOttocento, salito in cima basilica di Massenzio, lo immortalò nella panoramica a 180 gradi ora posta in avvio della bella mostra "Via dellImpero, nascita di una strada" (Musei Capitolini, da oggi al 20 settembre). E così come i romani lavevano costruito in duemila anni di aggiunte, distruzioni, riutilizzazioni dei marmi dei Fori imperiali. Dopo la prima picconata e in soli dieci mesi di demolizioni, calcinacci e scavi archeologici, di quel quartiere popolare rimaneva solo un lungo rettilineo vuoto: la strada da parata voluta da Mussolini per celebrare in fretta e furia i dieci anni dalla marcia su Roma del 1922 e le successive marce sulle terre dOltremare. Le demolizioni ordinate dal direttore delle Belle arti Antonio Muñoz permisero certo di scoprire la magnificenza dei mercati di Traiano, le connessioni tra i Fori e i templi, o la frenesia delle Erinni nel fregio, mutuato dallaltare di Pergamo, raffigurante la lotta tra dei e giganti: certamente il pezzo più importante e impressionante tra i circa cento reperti che accompagnano lesposizione realizzata da unéquipe di studiosi della Sovrintendenza comunale (i testi nel catalogo edito da Palombi). Ma la riscoperta dei fasti di Roma antica portò con sé - in quel punto e in molte altre zone: da via della Conciliazione a piazza Augusto imperatore - la perdita di quella moderna, così simile, nel suo tracciato da casbha orientale, allUrbe dei Cesari. Nata come proseguimento della mostra di un anno fa ("Linvenzione dei Fori imperiali"), quella odierna getta luce proprio sulla strada che il Duce volle e, diversamente dal progetto di Corrado Ricci di inizio secolo, fece realizzare tirando una riga dal suo balcone di piazza Venezia al Colosseo. Peccato che in mezzo a quella linea dritta cera la sede dellantichissima Accademia di San Luca, cerano le case addossate a San Luca e Martina (capolavoro di Pietro da Cortona oggi isolato e spogliato), cera la gente che fu sbattuta sulla Casilina (borgata Alessandrina, appunto) e cera anche la collina Velia. Ma tutto fu spianato. Come dimostra il freschissimo acquerello di Odoardo Ferretti, ma anche le suggestive foto depoca di Filippo Reale, Michele V. Calderisi, Cesare Faraglia (60 in tutto gli scatti esposti), in mezzo ai piedi della via dellImpero cera anche il criptoportico della villa imperiale inglobata in palazzo Rivaldi. Anche quelle architetture romane, comprese le bellissime pitture su fondo rosso, andarono in polvere sotto il piccone demolitore. Ed è soprattutto grazie alla precisione dei taccuini di Antonio Maria Colini se di quella antica storia è rimasta oggi precisa memoria.
ROMA - La nascita della via dellImpero tra scavi, scempi e tesori
La mostra "Via dellImpero, nascita di una strada" (Musei Capitolini) esplora la storia della strada da parata voluta da Mussolini per celebrare i dieci anni dalla marcia su Roma del 1922. La strada fu realizzata in soli dieci mesi di demolizioni, calcinacci e scavi archeologici, e rimase solo un lungo rettilineo vuoto. La demolizione permise di scoprire la magnificenza dei mercati di Traiano, le connessioni tra i Fori e i templi, e la frenesia delle Erinni nel fregio. La mostra presenta circa cento reperti, tra cui sculture, affreschi e testi, realizzati da un'équipe di studiosi della Sovrintendenza comunale.
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