Regione Giusto (Sd) punta l'indice contro gli emendamenti presentati alla legge I consiglieri della Sinistra democratica in Consiglio regionale puntano l'indice contro la valanga di emendamenti che rischia di peggiorare il testo del disegno di legge della giunta sul piano casa, già giudicato «espansivo e pericoloso ». E minacciano di ricorrere all'ostruzionismo se gli interessi convergenti di larghi settori di maggioranza e opposizione dessero vita a un «deprecabile trasversalismo». Ad alzare la voce anche a nome dei colleghi è Angelo Giusto. Dove nasce la sua preoccupazione? «Dal fatto che, a differenza della Toscana e della Puglia che hanno interpretato in maniera restrittiva l'iniziativa del Governo nazionale, qui da noi già il testo della giunta amplia l'ambito di applicazione del piano casa. Non vorrei che con la delega delle decisioni a livello regionale si aprisse in Campania la fase dei saldi di fine stagione, dei 3 per 2. Il provvedimento della giunta merita di essere corretto in Consiglio. Gli emendamenti di destra e sinistra, invece, potrebbero determinare uno sbracamento su tutti i fronti. Un delirio del lasciar fare che deve preoccupare l'intelligenza». Chi preme per approvare la legge sostiene che di fronte all'inerzia della Regione potrebbe intervenire il Governo. «Nessuna minaccia di commissariamento. Non c'è alcuna possibilità che Berlusconi venga a decidere come si fa l'edilizia in Campania. Il documento di giugno della conferenza Stato- Regioni è chiarissimo. Predicano il contrario quelli che chiedono di fare in fretta anche correndo il rischio di fare i figli ciechi ». Cosa succederebbe allora se il Consiglio non approvasse la legge? «Resterebbe in vigore la vigente normativa urbanistica» Quali potenziali norme la inquietano particolarmente? «Tra gli emendamenti si nasconde anche il tentativo aggressione ai centri storici, che secondo la Conferenza Stato- Regioni non si sarebbero dovuti toccare. Anche sull'ampliamento indiscriminato della volumetria del 20 per cento ci sarebbe molto da dire. Prendiamo il caso di Arzano dove già vivono 40mila abitanti in 4 chilometri quadrati. Con gli ampliamenti arriveremo a una densità demografica più elevata di Tokyo, Nuova Delhi o Città del Messico. E poi, via, mica possiamo approvare l'aumento di volumetria, come pure qualcuno propone, nella zona rossa del Vesuvio. Fino a qualche anno fa davamo i soldi a chi andava via». Altri rischi? «Una pericolosa coltellata alla più bella regione del Mediterraneo arriverebbe se passasse la possibilità di modificare la destinazione d'uso dei fabbricati in territorio urbano e anche agricolo. L'invariata volumetria è solo un cindolo per i fessi. Già immagino i fienili trasformati in officine, le stalle in alberghi ». Non teme l'accusa di voler ingessare il territorio? «Guardi che io appartengo da sempre alla sinistra di governo che vuole modificare le cose. Questo non significa accettare un mostro giuridico che azzera tutte le leggi urbanistiche e che offre il territorio alle invasioni barbariche». Se voi, e magari anche i verdi e i socialisti, vi tiraste indietro, non teme il soccorso dell'opposizione? «È possibile visto che, su spinta di Bassolino, sta riemergendo questa specie di Regno delle Due Sicilie contro Roma ladrona, chiamato Sudd. Faremo ostruzionismo per dare una lezione a chi pensa di mettere insieme tutti da Rifondazione a Storace». G. C.
NAPOLI Piano casa, evitiamo un mostro giuridico
Angelo Giusto, consigliere della Sinistra Democratica, critica gli emendamenti presentati alla legge sul piano casa, che potrebbero peggiorare il testo del disegno di legge della giunta. Giusto sostiene che gli emendamenti di destra e sinistra potrebbero determinare uno sbracamento su tutti i fronti e che il provvedimento della giunta merita di essere corretto in Consiglio. Egli preoccupa che gli emendamenti potrebbero toccare i centri storici e ampliare la volumetria del 20 per cento, che potrebbe portare a una densità demografica elevata in aree sensibili come la zona rossa del Vesuvio. Giusto minaccia di ricorrere all'ostruzionismo se gli emendamenti vengono approvati.
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