Urbanistica La Regione dà 30 milioni per il Macrico Il Comune scambia Palazzo Vecchio con piazza Carlo III Ieri la firma del protocollo d'intesa, entro il 30 ottobre prossimo la permuta delle proprietà tra il Comune e l'Agenzia del Demanio di beni immobiliari presenti sul territorio comunale. Alla comunicazione il sindaco ne aggiunge una seconda: la Regione Campania, sostituendosi ai ritardi del Governo centrale, ha deliberato il contributo di 30 milioni di euro per la riqualificazione del Macrico, intervento che il governo Prodi aveva inserito nelle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità Nazionale «e poi le parole di Petteruti finiti nel comparto dimenticatoio ». L'operazione col Demaio: allo Stato viene consegnato il Palazzo Vecchio, sede della prefettura e della questura; al Comune vanno i Campetti antistanti la reggia, l'insieme che costituisce piazza Carlo III sia in superficie che col parcheggio interrato; poi le ex caserme Bronzetti, in Falciano, Brignole al viale Carlo III, Mulini Barducci di località San Benedetto, Mulini Militari in Aldifreda, caserma Sanduia ex deposito munizioni, in via Appia Antica, il terreno della ex caserma Andolfato, lato di via Patturelli. L'operazione, burocraticamente complessa ma condotta in tempi brevi per la volontà delle parti di contribuire ai comuni quanto pubblici interessi, è stata illustrata dal sindaco Nicodemo Petteruti, presenti, con buona parte degli assessori, il direttore del Demanio, Maurizio Prato e il presidente di Confindustria Caserta Antonio Della Gatta. «È un buon esempio di collaborazione fra istituzioni pubbliche ha detto il sindaco visto che abbiamo agito in parallelo e non in contrapposizione. Noi, amministratori comunali e dirigenti statali, cioè, rappresentiamo enti pubblici e non agenzie immobiliari, e siamo mossi unicamente dalla volontà di recuperare immobili da rendere utili alla comunità». Per quantificare quello che in una stipula tra privati verrebbe detto l' «affare », ci si riferisce alla consistenza degli immobili e delle aree acquisite dal Comune per circa 140.000 metri quadrati per i soli edifici militari dismessi e ridotti alla fatiscenza. Da aggiungere la piazza Carlo III, restaurata (ma con un residuo minimo che ne fa ancora opera incompleta), che ricadrà nella proprietà e nella gestione comunale. «Per il Palazzo Vecchio ha aggiunto il sindaco è come se lo Stato avesse riscattato l'alloggio per il quale corrispondeva un canone che il Comune, però, ristornava per buona parte per opere di manutenzione». L'edificio di Palazzo Vecchio, già dei Principi Acquaviva, è preesistente alla reggia, qui il 20 gennaio 1752 Luigi Vanvitelli illustrò il progetto della Real Casa al re Carlo di Borbone e alla consorte Maria Amalia di Sassonia. «Fra i primi progetti di recupero delle ex caserme ha detto Petteruti c'è la realizzazione di 245 alloggi nella Barducci di San Benedetto e di questi alloggi, centoquaranta saranno di edilizia sociale». «È una iniziativa che riscuote il nostro plauso ha sottolineato il presidente di Confindustria, Della Gatta . L'operazione ha rispettato gli interessi delle due amministrazioni, la statale e la comunale, un esempio per l'imprenditorìa che guarda alla pubblica utilità'» Dalla soddisfazione del protocollo sottoscritto, il sindaco passa al Macrico. «È di oggi attacca la notizia ufficiale che la Regione ha concesso un contributo di trenta milioni di euro per le opere di riqualificazione dell'area di oltre trecentomila metri quadrati del Macrico, riconoscendo l'utilità del recupero dell'immenso spazio al centro della città, contraltare ad est del complesso vanvitelliano. Il contributo è indipendente da quello previsto dallo Stato e sul quale non contiamo più». La storia: la notizia dell'inserimento del recupero della ex area militare Macrico poi passata alla Curia vescovile, fu data a Caserta nel corso della prima riunione del Governo Prodi fuori d Palazzo Chigi, qui a Caserta nella foresteria della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. «Noi ricorda un indignato Petteruti siamo andati avanti confidando nel mantenimento del progetto da parte del governo Berlusconi. Ma dopo tanto silenzio, nel settembre scorso sollecitavo notizie al sottosegretario Gianni Letta che confermava uguale orientamento e un provvedimento prossimo, allora, ad essere varato dal Consiglio dei ministri. Riscrivo al ministro Bondi e al sottosegretario Letta: silenzio, che non è di assenso ma di dissenso dobbiamo ritenere, stante la latitanza. E meno male che è intervenuta la Regione, altrimenti addio progetto». Franco Tontoli