Il richiamo L'intervento dopo il sit-in davanti a Montecitorio «Condivido le preoccupazioni per lo spettacolo» Il presidente della Repubblica non esita a «condividere la preoccupazione» per i tagli a cinema, teatro e lirica ed esprime un suo «convinto invito alla riflessione e ad ogni possibile ripensamento». Giorgio Napolitano risponde così alla lettera inviatagli da alcuni deputati della commissione Cultura della Camera, tra i quali Gabriella Carlucci, Emilia De Biasi, Luca Barbareschi, Vincenzo Vita, Fabio Granata e Manuela Ghizzoni a proposito del mancato reintegro dei finanziamenti al Fus (fondo unico per lo spettacolo). E lo fa il giorno dopo il sit-in sotto Montecitorio degli artisti che hanno protestato per i 130 milioni di euro in meno di quest'anno. Il maxi-emendamento al decreto anticrisi non sembra lasciare spazi di manovra molto ampi. E quegli «8 milioni che arriverebbero dalla cosiddetta 'porno-tax' sono troppo pochi », dice Luca Barbareschi (Pdl), «mentre ce ne vogliono almeno 60 per non morire ». Il capo dello Stato condivide dunque le preoccupazioni degli artisti, «pur consapevole dei limiti che segnano i miei compiti e doveri istituzionali», e sottolinea quanto abbia «costantemente, e specificamente in diverse occasioni, espresso nel corso dei tre anni della mia Presidenza il convincimento che occorra un impegno molto più deciso e concreto a favore di un costante sviluppo di tutte le manifestazioni della cultura e dell'arte italiana». Anche se questo impegno, continua il presidente, «deve fondarsi sull'apporto anche del settore privato in misura molto maggiore di quanto non sia accaduto finora», non può, comunque, «non essere assunto con la massima serietà dai poteri pubblici centrali, regionali e locali». E quindi, «al di là dell'esito di imminenti votazioni in Parlamento, rispetto alle quali non posso ovviamente intervenire, ritengo che anche in vista della prossima legge finanziaria e delle decisioni per il 2010 si debba da ogni parte porre il problema di cui vi siete fatti portatori». Ieri Luca Barbareschi, Gabriella Carlucci, i rappresentanti dell'Agis e i produttori hanno incontrato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta a Palazzo Chigi. «Un prezioso alleato», l'ha definito Barbareschi. Ma Letta è pessimista, come lo è anche il presidente dell'Agis Alberto Francesconi: «Le difficoltà restano e non credo che riusciremo a risolvere il problema a breve. Comunque, Letta ha detto che ci proverà ancora». Ma Barbareschi annuncia che davanti al «fallimento di teatri e imprese siamo pronti a bloccare tutto: set, teatri, cinema, tv». Oggi i portavoce della protesta si incontreranno con il presidente del Senato Renato Schifani. Una battaglia che tuttavia non lascia spazio a troppe speranze. «La crisi del settore non può essere affrontata con improvvisate mance né con indefiniti rinvii autunnali. Siamo disponibili ad un impegno unitario », dice il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. E il regista Carlo Verdone, che l'altro ieri era in piazza con altri colleghi ironizza: «10 milioni è una mancia per la cultura italiana. E corrisponde più o meno al costo di quattro-cinque serate di Sanremo».