Testimonial In campo per la Billion Tree Campaign la Nobel Wangari Maathai e la modella Gisele Bundchen Il successo La missione è quasi compiuta. Il nostro Paese aveva promesso 36 milioni di nuovi esemplari, ma ne ha registrato solo uno È l'obiettivo 2009 dell'Onu per ridare ossigeno al Pianeta Siamo già a quota quattro: ma non grazie all'Italia Per fare un albero ci vuole un seme. Ma anche tanta buona volontà. La volontà che in Italia forse manca, nonostante sia ben provvista di piante (12 miliardi, secondo il censimento del Corpo Forestale dello Stato) ed esistano leggi precise e anche curiose, come quella che obbliga a interrarne una ad ogni bebè che nasce e che le pubbliche amministrazioni si guardano bene dall'osservare. Mancanza di fondi, la giustificazione. Di sicuro, c'è che la buona volontà ce l'hanno messa altri Paesi, altri governi, altre organizzazioni. Sono i Paesi, i governi e le organizzazioni partecipanti alla campagna Unep (United Nations Environment Programme), che prevede la piantumazione di sette miliardi di alberi entro la fine del 2009. La campagna è imperniata sul più moderno dei mezzi: cliccando http: www.unep.orgbilliontreecampaign si entra nel mondo di chi vorrebbe il Pianeta un po' più verde. Sette miliardi non è una cifra a caso: è il numero degli abitanti della Terra. Eco-simbolismo per ricordarci che gli alberi non sono solo splendide creazioni della Natura ma anche potentissimi riequilibratori ecologici. In un anno, un esemplare di media grandezza assorbe 12 chili di anidride carbonica e in cambio produce ossigeno per una famiglia di quattro persone. Boschi e foreste sono serbatoi non inquinanti di carbonio, che viene sottratto tramite il processo di fotosintesi: siccome il protocollo di Kyoto che impegna le Nazioni a ridurre le emissioni dei gas serra, pena multe salatissime , contempla la possibilità di scaricare dal totale delle emissioni la componente di carbonio forestale, ecco perché piantare alberi non è soltanto un gesto bello e metaforico: lo stoccaggio naturale del carbonio, quantificabile in 10 milioni di tonnellate annue equivalenti in CO2, promette di far risparmiare all'Italia, nei prossimi cinque anni, almeno un miliardo di euro. La campagna dei sette miliardi, sostiene l'Onu, sta andando a gonfie vele: da pochi giorni è stata raggiunta la soglia del quattromiliardesimo albero piantato, un passaggio cruciale verso il successo della gigantesca operazione. Merito, anche, della grande mobilitazione di personaggi celebri, dal premio Nobel per la Pace 2004, la keniana Wangari Maathai, alla modella brasiliana Gisele Bundchen, passando per la Fondazione per lo sviluppo sostenibile creata dal principe Alberto di Monaco. La cifra è stata raggiunta con le ultime donazioni provenienti dall'Etiopia che da sola ha piantato 1,4 miliardi di alberi , seguita da Turchia (707 milioni) e Messico (537 milioni). Le registrazioni arrivano da ogni angolo del pianeta: la China Green Foundation ha annunciato in questi giorni di aver toccato i 181 milioni, il Perù 41 milioni, la Romania 38, l'Armenia un milione. A oggi, sono 166 i Paesi del mondo coinvolti nel programma, e tra essi compare anche l'Italia, ma il suo ruolo è davvero marginale. «Sfortunatamente dice Leah Wanambwa, del dipartimento comunicazione dell'Unep il vostro Paese non è nella nostra top ten. Però si avvicinerebbe se mantenesse fede agli impegni presi». Quali impegni? Il ministero dell'Ambiente, gestione Pecoraro Scanio, promise la piantumazione di 36 milioni di alberi. Fino ad ora, secondo il database di «The Billion Tree Campaign», disponibile on-line, ne è stato piantato uno. Non un milione: uno di numero. Associazioni culturali, scuole elementari e singoli cittadini hanno provveduto a donazioni ben più massicce. Per tornare a dirigere alla Scala, il maestro Claudio Abbado ha chiesto come cachet al Comune di Milano la piantumazione di 90 mila alberi: sia pure a rilento, e con qualche bizzarra soluzione (i «vasoni» di via Vittor Pisani), l'operazione è partita. In totale, l'Italia ha finora partecipato alla campagna Unep con 36.937 nuovi alberi effettivamente piantati. Una miseria. Ma c'è ancora un po' di tempo per migliorare. Tenendo presente, dicono gli esperti, che il «prezzo del verde» non è proibitivo: per creare un bosco planiziale (cioè formato da querce, carpini, olmi, aceri e frassini), si calcola un costo di 10 mila euro per ettaro (un euro per metro quadro), compresa la preparazione del terreno, le essenze e la piantumazione. Secondo il censimento effettuato dal Corpo Forestale dello Stato, in Italia ci sono 12 miliardi di alberi, 200 per ogni italiano, 1360 per ettaro. Tra le regioni più verdi l'Emilia Romagna (1816 alberi per ettaro) batte Umbria (1815) e Marche (1779); Sicilia (760) e Val d'Aosta (708) sono i fanalini di coda. In totale gli ettari coperti sono 10.470.000. «L'Italia verde conferma Cesare Patrone, capo del Corpo Forestale dello Stato vive un paradosso: è un Paese ricco di boschi poveri. In vent'anni la superficie territoriale con alberi è aumentata di due milioni di ettari, ma è proporzionalmente aumentata anche la cultura dell'abbandono: così, al patrimonio imponente non corrisponde una qualità adeguata. Boschi e alberi non curati servono a poco, e i Comuni dovrebbero cominciare a finanziare meno sagre paesane e più interventi sul verde pubblico». «Rispetto agli altri Paesi d'Europa conferma Carlo Blasi, professore di Ecologia vegetale e conservazione della natura alla Sapienza di Roma l'Italia ha un grande patrimonio boschivo, grande come quantità e qualità. Ma con disparità evidenti e qualche paradosso: se in Puglia e Sicilia boschi non ce ne sono quasi più, in Friuli ce ne sono troppi, tanto da ridurre sempre più le zone aperte, con evidente conseguenze negative per le biodiversità ». L'Italia è un Paese fatto per gli alberi ma spesso se ne dimentica: lo dimostra, anche, la storia curiosa della legge 113, promulgata il 29 gennaio 1992 e mai abrogata, che detta l'obbligo ai Comuni di «porre a dimora un albero nel territorio entro 12 mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato». Obbligo per modo di dire: della 113, entusiasticamente accolta dagli ambientalisti italiani, si sono perse quasi subito le tracce. Roma, per esempio, la città di Rutelli, firmatario numero 1, nonché sindaco della Capitale, oggi verde pallido, fu tra le prime a dimenticarsene. Qualche mosca bianca di Comune c'è, ma niente in confronto a ciò che sarebbe dovuto essere. Morale: oggi ai nostri boschi mancano almeno 9 milioni di alberi che una legge applicata bene avrebbe garantito. Il tutto, del resto, appare in linea con il tiepido interesse che la politica italiana mostra verso i temi ambientali: sicché non stupisce la cifra di 150 milioni stanziati dalla Finanziaria 2009 per gli interventi di forestazione. «Leggi e iniziative a difesa degli alberi e dei boschi sono operazioni culturali importanti, così come le iniziative folcloristiche fini a se stesse: piantare un albero è sempre un gran bel gesto. conclude Blasi Ma l'aspetto operativo è un'altra cosa: tiene conto delle professionalità specifiche, si affida a chi conosce le specie autoctone e non pianta eucalipti e pini dove vivono le querce. E' un gesto importante che può salvare la Terra». Per fare un albero ci vuole un seme. Ma un po' d'amore e scienza non guastano.