La richiesta: «Il decreto anticrisi blocca la tutela ambientale: va corretto, spero nel maxiemendamento » Stefania Prestigiacomo è andata giù, senza sconti: «Il decreto anti-crisi blocca, di fatto, la tutela ambientale». Il ministro dell'Ambiente non l'ha digerito quell'articolo 4 del decreto, approvato l'altra notte in commissione alla Camera. Dice: «È un'assurdità. Dietro la bandiera delle semplificazioni vengono di fatto tolte tutte le protezioni. Bisogna essere chiari: la tutela ambientale non è burocrazia. È bene che il ministro Calderoli questo lo abbia presente». Un attacco senza mediazioni quello del ministro dell'Ambiente all'articolo che introduce i commissari per le procedure autorizzative delle centrali elettriche e nucleari: «Chiedo che venga ritirato», dice Stefania Prestigiacomo. Poi aggiunge: «In alternativa che venga modificato nella sostanza. Ovvero: che i commissari entrino in campo soltanto quando sono scaduti i termini per le procedure autorizzative. E, inoltre, che anche il ministro dell'Ambiente faccia parte della commissione che propone i commissari alla presidenza del Consiglio». Arrabbiata, sconsolata, delusa. Il ministro Prestigiacomo si domanda: «Ma come mai viene estromesso da queste procedure proprio il titolare di un ministero come il mio? Proprio io che da quando sono entrata qua dentro non ho fatto altro che accelerare montagne di pratiche rimaste inevase dal mio predecessore?». Alle domande del ministro dell'Ambiente arrivano le risposte del ministro per la Semplificazione normativa: «Sono sorpreso e sconcertato per le dichiarazioni e il risentimento espressi dal ministro Prestigiacomo sul decreto anti-crisi». Roberto Calderoli entra nei dettagli: «Ricordo che quell'articolo 4 è stato fisicamente scritto nella penultima seduta del Consiglio dei ministri con interventi e contributi da parte di tutti i ministri che si sono interessati. E nell'ultima seduta, sede idonea per portare osservazioni e proposte migliorative, nessuna eccezione è stata sollevata sull'articolo». Ma Stefania Prestigiacomo non ci sta: «Roberto Calderoli sa benissimo che quel giorno lì io ero a Siviglia. E non vedo perché debba essere Calderoli a decidere di chiudere mezzo ministero dell'Ambiente». La polemica politica si arroventa. E a Stefania Prestigiacomo non rimane che sperare in quel maxi-emendamento annunciato in appoggio al decreto anti-crisi: è qui che potrebbero finire le modifiche da lei invocate. Ammesso che il maxi-emendamento si faccia sul serio, prima del ricorso alla fiducia. Il ministro dell'Ambiente è deciso: «Sono fondamentali queste modifiche. Non si possono abolire con il bianchetto le commissioni Via (valutazione impatto ambientale, ndr ) fatte da sessanta persone. Abbiamo fatto le commissioni Via anche lavorando in emergenza con la Protezione Civile. Anche per il termovalorizzatore di Acerra».