Roma, 21 lug - "Tanto rumore per nulla. O quasi. Doveva servire a ridare slancio in tutta Italia al settore edilizio in crisi. Doveva servire ad ammodernare e migliorare qualitativamente il patrimonio edilizio esistente e quello futuro. Se questi erano gli obiettivi il risultato e' un sostanziale fallimento". Questa l'opinione di Legambiente sul cosiddetto Piano Casa. "Il quadro che emerge nel Paese - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente - offre un'unica certezza: avremo un sistema di regole diverso in ogni Regione italiana. Come in un puzzle dove spiccano da un lato la Toscana, la Provincia di Bolzano e la Puglia, che hanno praticamente bloccato l'attuazione del provvedimento o posto seri vincoli, e dall'altro Veneto e Sicilia, che da subito si sono fatte paladine di una applicazione "generosa" con premi in cubatura dispensabili praticamente a qualsiasi tipo di edificio dovunque e comunque fosse collocato". Legambiente mette in evidenza l'aspetto positivo che in meta' delle Regioni italiane varranno almeno gli standard energetici obbligatori come riferimento per gli interventi che permetteranno di migliorare la prestazione degli edifici. Purtroppo nell'altra meta' si potra' continuare a costruire male e a danno di chi in quegli edifici andra' a vivere, oltre che dell'ambiente. Ma ancora piu' grave risulta la contraddittorieta' del messaggio che viene lanciato ai cittadini e alle imprese: nei prossimi 18-24 mesi si potranno realizzare interventi edilizi con una procedura semplificata, in deroga ai Piani regolatori. Il tutto con qualche attenzione ambientale e energetica la cui entita' dipende da dove si trova l'abitazione da ampliare o da demolire e ricostruire. "Si e' persa l'occasione per dare un chiaro messaggio di innovazione al settore delle costruzioni - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica -, perche' ancora una volta si e' cercata la via piu' breve per risollevare le sorti del mercato edilizio. Siamo di fronte a una crisi del settore che non e' congiunturale, veniamo da 10 anni di espansione edilizia e nonostante cio' nel Paese si vive una drammatica situazione sociale, con centinaia di migliaia di persone sotto sfratto e di famiglie che non riescono a pagare le rate del muto e dell'affitto". Per Legambiente la strada da seguire e' un'altra: se si vuole dare un futuro al settore edilizio bisogna dare risposte all'emergenza abitativa e legarla a un vasto programma di riqualificazione energetica di case, quartieri, periferie. L'edilizia e' oggi, a tutti gli effetti, uno dei piu' interessanti cantieri della Green economy ma per affrontarla in modo utile bisogna indicare da subito la strada del futuro: introducendo la certificazione energetica di tutti gli edifici, prevedendo uno standard obbligatorio di Classe A con un contributo minimo delle fonti rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, ecc.) in tutti gli interventi edilizi. E accompagnare questo processo con regole chiare, adeguata fornitura di servizi e incentivi - a partire dalle detrazioni del 55 a regime - che aiutino la messa in sicurezza statica degli edifici anche attraverso interventi di demolizione e ricostruzione. res-mpdcambra
PIANO CASA: Legambiente: contraddittorio, incompleto e dannoso
Il Piano Casa, un provvedimento per il settore edilizio, è stato criticato da Legambiente per il suo fallimento. Il piano prevede l'attuazione di regole diverse in ogni Regione italiana, con alcune che hanno bloccato o limitato l'applicazione. Legambiente mette in evidenza l'aspetto positivo che alcune Regioni varranno gli standard energetici obbligatori, ma lamenta la contraddittorietà del messaggio lanciato ai cittadini e alle imprese. Il piano prevede interventi edilizi con una procedura semplificata, ma Legambiente considera che si è perso l'occasione per dare un chiaro messaggio di innovazione al settore delle costruzioni.
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