La protesta CNA-Firenze presenta un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro le modalità di ammissione e svolgimento del concorso di idoneità per la qualifica di restauratore. E mette a disposizione di imprese e operatori del settore una consulenza legale gratuita a partire da domani (ore 16-18, Cna, viale Ariosto 3, Firenze). «Il provvedimento presenta molte limitazioni, affermando che la qualifica di restauratore spetta solo a coloro che abbiano un diploma presso una scuola di restauro riconosciuta e che abbiano svolto interventi almeno per 4 anni, e per 8 anni qualora non abbiano un titolo di studio - spiega Simone Beneforti, presidente dellUnione artistico e tradizionale di Cna-Firenze - Sono a rischio 400 imprese, per un totale di 1100 addetti, o perché hanno titoli rilasciati da scuole riconosciute dalla Regione Toscana solo successivamente alle date previste dal decreto, oppure perché aspettano ancora dalle soprintendenze le certificazioni di "buon esito" degli interventi a cui hanno partecipato, visto che dall80 al '90 non erano necessarie. Inoltre la formazione scolastica conta il doppio rispetto a quella lavorativa, svalutando così il processo formativo e delegittimando le imprese». Un provvedimento da rivedere e correggere secondo Cna, «tanto più che gli esami sono a sessione unica, il decreto li prevede una tantun. Dopo, solo lOpificio delle Pietre Dure e llstituto centrale del restauro di Roma potranno rilasciare diplomi» conclude Beneforti. (m.a.)
FIRENZE - Ricorso a Napolitano sui concorsi per restauratore
La protesta CNA-Firenze ha presentato un ricorso al Presidente della Repubblica contro le modalità di ammissione e svolgimento del concorso di idoneità per la qualifica di restauratore. Il provvedimento presenta molte limitazioni, affermando che la qualifica di restauratore spetta solo a coloro che abbiano un diploma presso una scuola di restauro riconosciuta e che abbiano svolto interventi almeno per 4 anni, e per 8 anni qualora non abbiano un titolo di studio. Ciò potrebbe a rischio 400 imprese, per un totale di 1100 addetti, che hanno titoli rilasciati da scuole riconosciute dalla Regione Toscana solo successivamente alle date previste dal decreto.
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