Compositore quasi dimenticato: ma il sindaco Favilla promette iniziative di livello internazionale Potrebbe essere allestito nella casa natale o nei piani alti di San Romano Più che la produzione di opere, il museo. E poi i convegni. Per legare il nome di Giacomo Puccini a Lucca, la città natale, il Comune pensa a queste due operazioni, anche se una - l'allestimento del museo - è rallentata dalla scelta della sede. Quella naturale, secondo il sindaco Mauro Favilla, presidente della fondazione Puccini, è la casa natale di corte San Lorenzo. Ma se in tempi brevi non si riuscisse a concludere una trattativa per l'acquisto da Simonetta Puccini, nipote del compositore, allora si potrebbe valutare un'alternativa: i piani superiori di San Romano. O un altro palazzo del centro liberato da uffici comunali. Di sicuro qualche iniziativa, però, deve essere presa per proseguire il lavoro iniziato su Puccini con le celebrazioni del 2008, nel 150 anniversario della nascita del musicista. Quest'anno, infatti, il compositore a Lucca è stato quasi dimenticato: a parte La fanciulla del West sotto forma di concerto in programma il 29 luglio in piazza Grande e in autunno due recite di Turandot (una ripresa di quella in cartellone a Torre del Lago) non c'è altro. «A organizzare concerti anche su Puccini - esordisce il sindaco - è stato anche nei mesi scorsi l'imprenditore Andrea Colombini. Tuttavia a mio avviso non è che si crea un legame fra Puccini e Lucca attraverso l'allestimento delle opere: le recite portano un'attenzione momentanea, ma non sono un'iniziativa duratura. Ecco perché Comune e Fondazione Puccini stanno lavorando a due iniziative diverse. Ma abbiamo bisogno di un accordo con il ministero per renderle permanenti. Da soli andiamo poco lontano». La prima iniziativa, conferma Favilla, è la creazione di un «museo dove proseguire in modo permanente la mostra allestita (sotto la direzione scientifica di Gabriella Biagi Ravenni) per le celebrazioni pucciniane. Visto il valore dell'esposizione, molti stati ce l'hanno richiesta e abbiamo in corso una trattativa con il ministero degli Esteri per l'esportazione. È un progetto importante, ma a noi serve avere la mostra poi fissa a Lucca». Possibilmente nella casa natale di Puccini: «Allestire il museo altrove - ammette Favilla - rischia di farci buttare via i soldi, in prospettiva di avere a disposizione l'appartamento di corte San Lorenzo. Nel caso in cui, però, la trattativa si protraesse troppo, dovremo prendere in considerazione alternative: una potrebbe essere i piani superiori di San Romano, dove, però, vorremmo trasferire alcuni uffici pubblici. Sennò potremmo utilizzare i palazzi del centro lasciati liberi dagli uffici da trasferire a San Romano». La seconda iniziativa - nata con le celebrazioni pucciniane - prosegue Favilla è l'edizione critica di tutte le opere di Puccini che impegnerà il Centro Studi Puccini (con il sostegno delle fondazioni bancarie) in un lavoro lungo dieci anni. «Da non trascurare neppure - evidenzia il sindaco - la possibilità di organizzare convegni. Lo strumento adatto a questa operazione è la Fondazione Puccini che dobbiamo, però, mettere in condizione di vivere di vita propria (ad esempio riscuotendo i diritti d'autore delle opere di Puccini come e Turandot). Senza questa indipendenza economica, il rischio è di organizzare convegni solo di levatura locale».