Porto Cesareo Il progetto riguarda i beni entro 300 metri dalla costa Accordo Regione-Comune contro gli abusivi Sarà la madre di tutte le battaglie contro l'abusivismo edilizio a Porto Cesareo. La stanno preparando Regione e Comune che pensano ad un'azione a tenaglia con tanto di strumenti programmatori mirati a limitare e, in qualche caso, anche a cancellare i danni al paesaggio costiero provocati negli ultimi decenni di corsa dissennata al mattone. Il metodo sarà dettato dai Piani di intervento per il recupero territoriale (Pirt) che seguiranno la linea della cosiddetta «perequazione urbanistica », peraltro sponsorizzata da Legambiente. L'accordo I Pirt sono previsti nel Piano urbanistico territoriale tematico (Putt) e consentono ai Comuni di progettare la riqualificazione di aree particolarmente pregiate sotto il profilo ambientale. Mitigare per quanto possibile gli effetti dell'aggressione al territorio è, dunque, l'imperativo categorico per Regione e Comune che dovranno marciare muovendosi in sintonia. «Da tempo l'amministrazione di Porto Cesareo ha fatto una serie di perimetrazioni finalizzate a delocalizzare le volumetrie non coerenti con i caratteri ecologici e ambientali dell'area», spiega l'assessora regionale all'Assetto del territorio, Angela Barbanente. «A ciò si aggiunga che il Comune ha in corso la redazione del Pug (Piano urbanistico generale ndr) e in quell'ambito deve provvedere alle perimetrazioni». Il provvedimento interessa le case abusive costruite nella fascia dei 300 metri dalla costa che, secondo stime degli uffici comunali, non sono meno di 5.000. Si tratta di edifici non condonati e non condonabili per i quali prima o poi scatterà l'abbattimento. Ma ai proprietari sarà data la possibilità di ricostruire l'abitazione all'interno di 13 comparti appositamente individuati in zone meno «sensibili». A Porto Cesareo l'abusivismo ha prodotto danni gravissimi all'ambiente, molti dei quali, insanabili. C'è chi ha costruito praticamente nell'acqua, sugli scogli, sulla spiaggia, sbancando le dune, mosso da una smisurata frenesia dai micidiali effetti invasivi. La perla del turismo salentino, oltre che per le sue spiagge di sabbia fine e per i suoi caratteristici cordoni dunali, è conosciuta anche per il gran numero di abusi edilizi, circa 13mila secondo Legambiente, 10mila, invece, per il Comune che fa un conteggio approssimativo basandosi sulle 8.800 domande di condono presentate entro il 2003. «Le case edificate nella fascia dei 50 metri non sono ovviamente condonabili e quindi si dovrà necessariamente provvedere all'abbattimento, ma si darà comunque la possibilità di ricostruire altrove », fa sapere l'assessore comunale al Demanio, Gino Baldi. «La perequazione urbanistica è una scelta condivisa che verrà portata avanti dalla Regione per ripristinare l'ambiente devastato dal cemento », nota da parte sua il coordinatore provinciale di Legambiente, Maurizio Manna. Gli ambientalisti «Siamo in perfetta sintonia con Angela Barbanente sottolinea l'ambientalista e aspettiamo solo che si passi alla pratica». L'assessora Angela Barbanente conclude: «I Pirt saranno esaminati dalla Regione, poi singolarmente adottati a valle dell'approvazione del Pug». Stessi sistemi saranno messi in campo anche altrove in Puglia, e comunque nei luoghi più o meno pesantemente interessate dall'abusivismo, come Torre Mileto, a Lesina, e Lizzano, in provincia di Taranto.
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La Regione e il Comune di Porto Cesareo stanno lavorando insieme per limitare e cancellare gli abusi edilizi nella fascia dei 300 metri dalla costa. Il progetto prevede l'adozione di Piani di intervento per il recupero territoriale (Pirt) che seguiranno la linea della perequazione urbanistica. I Pirt consentiranno ai Comuni di progettare la riqualificazione di aree particolarmente pregiate sotto il profilo ambientale. Il Comune ha già fatto perimetrazioni per delocalizzare le volumetrie non coerenti con i caratteri ecologici e ambientali dell'area. Il progetto interesserà le case abusive costruite nella fascia dei 300 metri dalla costa, di cui si stima che ci siano circa 5.000.
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