Pizzo San Salvatore La vetta occupata da un enorme pannello per la telecamera mobile. Uccelli in fuga La cima del Montemaggiore non esiste più. Una piazzola in cemento armato molto simile ad una piazza di un paese ha preso il suo posto. Non solo. Un impianto per generare energia elettrica, due ripetitori radio e una telecamera mobile retta da un grosso traliccio spuntano dalle rocce di «Pizzo San Salvatore», la vetta più alta della catena montuosa, che raggiunge 1037 metri. È stato un luogo molto suggestivo dell'intera montagna, e parlare al passato è d'obbligo perché quella cima, così come madre natura l'ha scolpita nel tempo, non esiste più; soprattutto, non è più vivibile. Sulla vetta è stata realizzata una piazzola in cemento armato per permettere agli elicotteri di scaricare il materiale da usare per la realizzazione e la manutenzione degli impianti. Non occorre essere ambientalisti convinti per capire che quanto realizzato sul Pizzo San Salvatore rappresenta un qualcosa di particolarmente grave, un autentico sfregio all'ambiente. La cima è stata quasi completamente occupata da un enorme pannello solare che serve per alimentare un sistema di telecamera mobile. Il danno maggiore secondo gli ambientalisti lo hanno subito gli animali che abitualmente vivono in quei luoghi e che sono stati costretti ad allontanarsi. Un rumore costante e penetrante si diffonde infatti in tutte le valli sottostanti. È la telecamera mobile a causarlo. Il motore che ne determina il movimento non è proprio dei più silenziosi. Proprio questo rumore ha, probabilmente, determinato la fuga delle aquile, delle poiane e dei bianconi che non volteggiano e non nidificano più in quei luoghi. Anche i daini si sono spostati altrove. Le poche coppie che occupavano la zona, nella quale si riproducevano, non ci sono più. L'ultimo impianto su Pizzo San Salvatore quello della telecamera mobile è stato realizzato dalla Sma e dovrebbe servire per avvistare e segnalare gli incendi boschivi. Purtroppo, da quel punto è possibile controllare soltanto una piccola parte della catena montuosa. In altri paesi, infatti, impianti del genere vengono realizzati a valle, in modo da ottenere una visione più completa della zona da sorvegliare. Altre strutture, inoltre, hanno contribuito alla cancellazione della vetta del Montemaggiore; il «buon esempio» lo diedero prima il Corpo forestale dello Stato e poi la stessa Comunità Montana del Montemaggiore, collocando due ripetitori radio che dovevano essere una sorta di ponte radio per le loro unità. Molti dei materiali utilizzati durante i lavori vengono poi abbandonati sulla cima.