Un anno fa il sequestro. L'ombra dei clan dietro la lottizzazione Blitz interforze all'alba: tensione, proteste e arresti Finalmente Varcaturo. Dopo Casalnuovo e Ischia, anche nella zona flegrea le costruzioni abusive cominciano ad essere abbattute ( nella foto le ruspe in azione ). Un anno fa la scoperta e il sequestro da parte dei carabinieri: tre lotti di villette e palazzine in via Rannola, in mezzo alla campagna, realizzati da costruttori in legami molto stretti con i Mallardo. Ieri, dopo mesi di estenuanti riunioni in Prefettura, le prime demolizioni: sono andati giù quattro edifici, per un totale di una ventina di alloggi. Le operazioni sono cominciate alle sei del mattino e si sono protratte fino al tramonto; impegnati i carabinieri, con il capitano Alessandro Andrei, la polizia, con il vicequestore Luigi Peluso, e la polizia municipale, con il colonnello Antonio Baldi. Non sono mancate tensione e proteste: tre le persone arrestate, cinque quelle denunciate a piede libero. Più volte i proprietari delle case abusive hanno tentato di bloccare le demolizioni entrando negli edifici e parandosi davanti alle ruspe. Sono intervenute anche ambulanze. La speculazione di via Rannola è una delle più imponenti tra quelle scoperte negli ultimi anni in provincia di Napoli. Territorio devastato e fiumi di denaro nelle casse dei clan: il cemento e in molti casi la manodopera hanno accertato gli investigatori li ha forniti Bernardo Falco, arrestato nell'ambito dell'inchiesta del pm Paolo Itri che decimò il comando della polizia municipale; la Procura gli contestò l'aggravante dell'articolo 7. Il processo con rito ordinario si concluderà in autunno; quello con rito abbreviato si è già concluso con pesanti condanne per alcuni ufficiali della polizia municipale. In pochi mesi le palazzine di Varcaturo sono state costruite e rifinite. Altrettanto rapidamente, però, si è arrivati agli abbattimenti: è il risultato degli sforzi congiunti di forze dell'ordine, Procura, Prefettura, Regione e Comune di Giugliano. Il Comune, in particolare, ha dovuto dimostrare che non tutto l'apparato tecnico e amministrativo era asservito alla volontà dei costruttori abusivi e dei camorristi loro amici. I vigili, emerse dall'inchiesta della Procura, erano pagati per non rilevare gli abusi e, anzi, segnalavano in anticipo i controlli che sarebbero stati fatti. In contrasto tra loro per la spartizione del denaro, facevano telefonate anonime alla polizia o ai carabinieri per far compiere verifiche nei cantieri «protetti» dai colleghi con cui erano in urto. Poi gli arresti e l'insediamento del nuovo comandante, che ha subito avviato una serie di sequestri. Il piano delle demolizioni stabilito nel corso delle riunioni in Prefettura prevede che vadano giù nove edifici, per un totale di 47 abitazioni. Gli abbattimenti sono affidati a ditte private con il supporto del Genio militare; anche l'Aeronautica concorre, mettendo a disposizione gli spazi nei quali parcheggiare i mezzi impiegati: una precauzione necessaria per evitare atti di sabotaggio.