Grandi progetti In settembre lascerà il Polo Museale. Con un evento di caratura internazionale Fine anno d'arte e musica in Campania Sarà un addio «barocco» quello di Nicola Spinosa al suo mandato di soprintendente del Polo museale napoletano. Barocco e in grande stile, anzi, dopo i 40 anni di onorato servizio che si concluderanno il prossimo 5 settembre. Prima dello scoccare dell'ora x, lo storico dell'arte figlio del pittore Domenico annuncia infatti un evento che nei prossimi mesi coinvolgerà Napoli e tutta la regione, con una costellazione di eventi collaterali dedicati per l'appunto all'arte barocca, dall'architettura alla musica, e fino al teatro, celebrando i grandi maestri che ne hanno segnato il destino. Da Spinosa, figura centrale nello sviluppo della storia dell'arte della città, non ci si sarebbe potuti aspettare di meno. Ma procediamo per ordine. Soprintendente, che cosa dobbiamo aspettarci dopo il 5 settembre? «Sto lavorando a una grande mostra tematica, che abbraccerà l'arte barocca da Caravaggio a Vanvitelli, e che sarà allestita nel museo di Capodimonte, grazie ad importanti prestiti dei musei americani. Era mia intenzione celebrare il periodo che va dall'arrivo di Vanvitelli a Napoli alla partenza di Carlo di Borbone per la Spagna, sulla quale, nell'occasione del 250.mo anniversario, stiamo pensando di allestire una mostra a Madrid, in collaborazione con l'ambasciata americana». Non è la prima volta, però, che Capodimonte ospita una grande mostra sul barocco. «L'esposizione, infatti, partirà da Capodimonte per poi estendersi anche ad altri siti: saranno coinvolti il museo di San Martino, castel Sant'Elmo, il museo Pignatelli, la Floridiana». Una vera rete cittadina. «Non soltanto cittadina. Saranno organizzati itinerari e visite nelle chiese e nei palazzi barocchi di Napoli, in modo da offrire al visitatore un'esperienza a tutto tondo. E il progetto riguarderà l'intera Campania. Nel Beneventano, saranno predisposte visite alla Chiesa dell'Ánnunziata di Airola, dove si conservano le tele di Paolo Domenico Finoglia. Mentre in provincia di Avellino si farà tappa ad Avella e all'Abbazia di Mercogliano. E poi, ancora, toccheremo Caserta e Salerno. Da dicembre di quest'anno all'aprile del 2010, in tutta la regione si respireràaria barocca». Il progetto itinerante riguarderà soltanto l'arte prodotta fra il XVII secolo e il 1750? «Non esclusivamente: nei periodi culminanti di Natale, Capodanno e Pasqua ruoteranno intorno all'evento anche alcune iniziative musicali e teatrali di repertorio barocco, in collaborazione con altre istituzioni cittadine come il Teatro Festival Italia, il San Carlo e la Pietà dei Turchini. Inoltre, ci saràposto per le nuove tecniche di comunicazione e per i nuovi linguaggi dell'arte visiva. D'altronde, anche il barocco, sia nel Seicento, sia nella più tarda fase settecentesca, rappresentòuna grande stagione di sperimentazione». L'evento coinvolgerà quindi anche il museo d'arte contemporanea Madre? «Sì,abbiamo pensato ad un link con il Madre. Il curatore Mario Codognato sta già chiamando a raccolta artisti della scena contemporanea che si confronteranno con i temi e le sensibilità del barocco, ideando opere ed installazioni che saranno allestite nel museo di Donna Regina». E il Pan? Il Palazzo delle Arti di Napoli non saràcoinvolto dal respiro barocco che investiràla città? «Il Pan? E perchémai? La struttura manca di un suo programma culturale, sembra un albergo a ore. Al momento poi, èpriva anche delle risorse finanziarie che potrebbero rilanciarla». E lei come si pronuncia sulla possibilitàventilata dello scrittore Jean-Noël Schifano come suo prossimo direttore artistico? «Schifano, certo, èun personaggio molto folkloristico. Ma al di là della direzione, il Pan, invece di porsi in concorrenza con il Madre, dovrebbe puntare ad essere la memoria storica dell'arte a Napoli. Dovrebbe rappresentare un luogo di conservazione, nel senso positivo del termine, per quanto è accaduto incittà, dai tempidiLucio Amelio a oggi. Una memoria necessaria per il futuro dell'arte di questa città». Torniamo ai suoi progetti. Che cosa farà dopo? «Non ho intenzione di chiudere qui la mia carriera. Ho ancora molte idee per la città e non solo. Continuerò a lavorare a Napoli e per Napoli».