Metà delle villette già pronte ai lavori del piano casa Per una villetta su due il piano casa regionale è legge. Con l'approvazione della norma lombarda, che da sola interessa più di 1,1 milioni di abitazioni mono e bi-familiari, la traduzione locale degli incentivi agli ampliamenti entra davvero nel vivo. In pista, ora, ci sono Lazio e Campania, che contano di approvare la propria legge prima della pausa estiva. Le norme prevedono anche bonus importanti (e variegati da regione a regione) per la demolizione e ricostruzione integrale, che in Italia interessa oltre 330mila abitazioni occupate. Per molti, però, i lavori potranno iniziare solo in autunno. Le leggi regionali danno infatti ai comuni una finestra di tempo (in genere 60 giorni) per definire i correttivi locali, per cui all'inizio, prima di presentare la Dia, è meglio informarsi sugli orientamenti del proprio municipio. Il braccio di ferro politico fra governo e regioni, poi, ferma l'iter della legge nazionale che dovrebbe semplificare le procedure edilizie, e che ormai sconta un ritardo di oltre tre mesi rispetto al calendario previsto. Immobili - IL RILANCIO DELL'EDILIZIA Con l'approvazione della legge lombarda della scorsa settimana il piano casa entra davvero nel vivo. Il via libera del Pirellone, che permette ampliamenti del 20 se grazie ai lavori si riesce a risparmiare il 10 dell'energia necessaria al riscaldamento, porta a quota 4,1 milioni il numero di edifici mono o bi-familiari potenzialmente interessati dalle leggi regionali sugli ampliamenti. In pratica, il 47 del popolo delle villette può adesso decidere se è il caso di allargarsi, sfruttando le nuove normative locali nate dall'intesa con il governo dello scorso marzo. Anche i consigli regionali di Lazio e Campania, poi, sono in dirittura d'arrivo e secondo il calendario previsto dovrebbero varare la propria legge entro luglio: dopo il loro disco verde, le normative locali riguarderanno sei villette su dieci. Le lungaggini del confronto fra Stato e Regioni (che stanno ancora impantanando il disegno di legge sulla semplificazione, su cui si veda l'articolo a fianco) faranno però perdere a molti l'appuntamento con l'estate, che tradizionalmente è la stagione dei cantieri (secondo il Cresme il 70 delle ristrutturazioni viene avviato in questi mesi). Tutte le leggi regionali offrono ai comuni una finestra di tempo (in genere 60 giorni) per permettere ai comuni di introdurre limiti e definizioni, per cui prima di presentare la domanda è buona norma informarsi sugli orientamenti locali. Per ragioni analoghe, la legge del Pirellone entrerà in vigore solo il 16 ottobre prossimo, e per Lazio e Campania il calendario sarà probabilmente più lungo. Al gruppo di testa, rappresentato anche da Piemonte, Veneto, provincia di Bolzano, Emilia Romagna, Toscana, Umbria si può aggiungere comunque la provincia di Trento, che non aderirà al piano casa (l'accordo con il governo non vincola le regioni e le province autonome) ma offre già nella legislazione "ordinaria" incentivi finanziari alle ristrutturazioni. I calcoli si riferiscono alle abitazioni occupate con non più di due interni, in sostanza le villette mono e bifamiliari, con superficie sui 120-140 metri quadrati per unità immobiliare. Teoricamente, infatti, gli ampliamenti (ipotizzati nella misura standard del 20 per cento) sarebbero possibili anche in complessi più grandi, dove però in genere solo chi abita all'ultimo piano può davvero pensare di ingrandirsi ed è più difficile trovare l'accordo necessario a far partire i lavori. In condominio, infatti, è vero che chi occupa l'ultimo piano ha diritto alla sopraelevazione (fatte salve le norme urbanistiche), ma è altrettanto vero che gli altri condomini hanno diritto di pretendere la stretta osservanza di due principi tanto chiari quanto scivolosi nell'applicazione pratica: il decoro architettonico dell'edificio e la sua sicurezza statica. Senza contare che dopo i lavori occorre rifare la tabella millesimale, tra spese e litigi. Quando i proprietari cominciano a essere più di due, e a maggior ragione se non sono parenti, è logico che molti dei piani sottostanti non vedano di buon occhio che il proprietario dell'ultimo piano si arricchisca così facilmente, e una ferma opposizione (magari da ammorbidire con un accordo economico) è più che probabile. Esiste, è vero, la possibilità di ampliare in larghezza, accontentando così tutti quanti, ma è ancora più complicato: bisogna che tutti siano d'accordo (altrimenti si rischia di avere un palazzo da film espressionista) e che ci sia lo spazio edificabile sul terreno adiacente. Con la stessa logica è stata condotta l'analisi sugli immobili potenzialmente interessati dai premi di cubatura ancora più ampi (e più differenziati da regione a regione) nel caso di demolizione e ricostruzione. In questo caso, i numeri riguardano solo gli edifici considerati «in pessimo stato» ma regolarmente abitati, escludendo i tanti immobili sostanzialmente abbandonati che probabilmente non smuovono gli interessi necessari ad avviare una così costosa opera di riedificazione. Fatta questa tara, le unità immobiliari abitative potenzialmente interessate a ripartire da zero sono quasi 332mila, e poco meno di un terzo di queste si trovano nelle Regioni che hanno già legiferato. Da questo punto di vista le novità più importanti arriveranno dalla Campania, che conta 34,5 abitazioni occupate «in pessimo stato» ogni mille: una frequenza più che doppia rispetto alla media nazionale. Nel panorama delle villette, invece, mancano ancora all'appuntamento con l'approvazione le regioni italiane dove la maggioranza della popolazione vive in case mono o bi-familiari: si tratta di Molise (60), Sardegna (58,8), Sicilia (53,6), Basilicata (51,9), Calabria (50,8) e Abruzzo (50,4. Tra le regioni che hanno approvato la legge è invece il Veneto a registrare l'intensità maggiore di piccoli immobili (48,9), mentre la Lombardia ne ospita il numero assoluto più elevato (più di 1,1 milioni).
PIANO CASA. Edilizia. Dopo il sì alla legge lombarda
La legge regionale sugli ampliamenti delle villette è entrata in vigore in Lombardia, con l'approvazione della norma che interessa oltre 1,1 milioni di abitazioni mono e bi-familiari. Le regioni di Lazio e Campania stanno lavorando per approvare la propria legge entro luglio. Le norme prevedono bonus per la demolizione e ricostruzione integrale, che interessano oltre 330mila abitazioni occupate. I lavori potrebbero iniziare solo in autunno, poiché i comuni hanno una finestra di tempo di 60 giorni per definire i correttivi locali. La legge nazionale sulla semplificazione delle procedure edilizie è stata ferma a causa del braccio di ferro politico fra governo e regioni.
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