Anche la Regione Basilicata sta per approvare il suo piano casa: il testo del Ddl che disciplina l'applicazione locale delle norme nazionali sull'ampliamento degli edifici è stato definito e manca solo l'approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale, prevista entro la pausa estiva. Il punto più qualificante del Ddl lucano è la subordinazione degli ampliamenti al fatto che l'edificio venga dotato del fascicolo del fabbricato. Altri requisiti importanti sono l'adeguamento alle norme sismiche e la riduzione di almeno il 20 del fabbisogno energetico. C'è pure un divieto esplicito: quello di procedere ad ampliamenti negli edifici storici. L'entità degli ampliamenti è limitata al 20. "Morbidi" sono invece i requisiti temporali: gli ampliamenti possono essere effettuati entro 24 mesi (le altre Regioni hanno optato per tempi più brevi). Il piano casa è per la Basilicata l'occasione per introdurre il fascicolo di fabbricato. Tutti gli edifici lucani che usufruiranno dell'ampliamento-bonus dovranno essere dotati dell'ormai famoso fascicolo, iniziativa che in altre regioni (come per esempio la Campania ed il Lazio) ha avuto vita travagliata. Questa la novità principale del disegno di legge lucano, che non ha rispettato il termine del 30 giugno (andrà in aula questo mese) e che lascia briglie lunghe ai Comuni, ma anche ai proprietari che vogliono investire nel turismo. Quello lucano sarà uno dei Piani casa più "lunghi" del Mezzogiorno, ma l'unico che esclude tout court l'applicazione agli edifici "storici": gli interventi potranno essere effettuati attraverso Dia entro i 24 mesi successivi all'entrata in vigore (la Puglia ha ad esempio previsto 18 mesi). Consentito l'ampliamento di volumetria del 20 sulle unità singole (di superficie complessiva fino a 200 metri quadrati) e bifamiliari (fino a 400 mq): per queste ultime, il bonus non potrà superare i 40 mq per ciascuna unità. Ma in cambio dell'ampliamento, sarà necessario prevedere (oltre alla rispondenza alle norme sismiche) interventi per «il miglioramento della prestazione energetica» dell'edificio, ovvero la riduzione del fabbisogno energetico di almeno il 20 (il 25 se si ricorre al solare elettrico o termodinamico o ad alcuni altri accorgimenti). L'entità della riduzione deve essere asseverata dal progettista, contestualmente alla presentazione della Dia per l'ampliamento. Dopo l'ampliamento, la Basilicata concede la possibilità di trasformare l'unità in mini-appartamenti fino a 45 mq, ma impone di non cambiare la destinazione d'uso per almeno 10 anni: è una delle possibilità inserite nel testo originario del Ddl regionale dopo il confronto con gli ordini professionali e le associazioni di categoria per stimolare la realizzazione di residence o alberghi diffusi. Nessuna scorciatoia rispetto alle previsioni sulle distanze tra edifici, ma c'è la possibilità che i Comuni concedano sconti sul contributo per il costo di costruzione. E c'è poi il fascicolo di fabbricato, obbligatorio per tutti gli edifici che usufruiscono del piano casa: dovrà essere redatto secondo un regolamento che sarà emanato entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge. Per quanto riguarda gli interventi di demolizione e ricostruzione, la Basilicata limita l'applicazione al residenziale realizzato dopo il 1942 (ma i Comuni possono derogare a questo limite). Il bonus in questo caso è del 30, ma a fronte di una riduzione di fabbisogno energetico dal 30 al 60 (secondo gli accorgimenti utilizzati). È poi consentita la sopraelevazione, in deroga al Prg (Piano regolatore generale), fino a tre metri: anche questa è una novità. Vista la particolare morfologia del territorio lucano, appare comprensibile la decisione di vietare gli interventi in zone tutelate, nei centri storici, e nelle zone di completamento già sature. Ma su questo aspetto è lasciata mano libera ai Comuni che, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, possono decidere ulteriori restrizioni o anche allargare l'ambito di applicazione del Piano casa: in quest'ultimo caso, però, è previsto il parere vincolante della Regione che andrà espresso con silenzio-assenso entro 30 giorni. «Le norme contenute nel disegno di legge è il commento dell'assessore regionale al Territorio, Vincenzo Santochirico sono in armonia con l'intesa siglata il primo aprile da Governo e Regioni e sono il risultato della concertazione avvenuta con le associazioni di categoria, le associazioni ambientaliste, i sindacati e gli ordini professionali. La premialità volumetrica sarà, in ogni caso, subordinata alla riduzione dei consumi di energia e al rispetto delle norme antisismiche. Inoltre, gli interventi non potranno essere realizzati nei centri storici e nelle aree sotto tutela. Riteniamo che in questo modo sia possibile incidere sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, con edifici, quartieri ed insediamenti residenziali che abbiano un impatto limitato e garantiscano un'elevata qualità della vita».