Diciamolo subito: né chi scrive né l'amico Giorgio Baiardi Cerboni ha chiesto di bloccare i lavori in corso a Santa Lucia e fra l'ex Consorzio e San Bartolo. Chi ci accusa di ciò (essenzialmente la Confcommercio urbinate in un comunicato per la verità tragicomico), afferma il falso. Abbiamo espresso preoccupazione per l'impatto che quei lavori avranno sul profilo delle mura già tanto imbruttito, dal desolante, costoso, inutile capannone della Data. Né abbiamo rivolto all'Unesco la richiesta di togliere ad Urbino il riconoscimento di "patrimonio dell'umanità". L'Unesco vigilerà per conto proprio affinché gli interventi di modernizzazione siano compatibili col paesaggio storico. E' illegittimo tutto ciò? O non appartiene alla normale dialettica di un Paese democratico? Purtroppo l'Italia si sta omologando, anche a sinistra, ad un "pensiero unico" secondo il quale chi attacca, dati alla mano, la politica del governo, locale o nazionale, attacca e "scredita" il Paese intero. Anzi, "complotta" contro di esso. E' quanto sta accadendo nel dibattito innescato in Urbino dal mio primo intervento ospitato dal "Resto del Carlino". A parte il professor Guidi e lo stesso sindaco Corbucci, corretto nella esposizione dei precedenti amministrativi, gli interventi eludono completamente la sostanza dei problemi (urbanistici, architettonici, funzionali, ecc.) e puntano a demonizzare Baiardi, me, Italia Nostra, come coloro che vogliono "telecomandare" l'Unesco, influenzare l'Unesco, costringerla, di fatto, a bollare la povera e incolpevole Urbino. La quale verrebbe, per nostra iniziativa (figuriamoci), messa in mora. Con ciò si vuole, in realtà, sterilizzare il superstite dissenso critico in ordine al modello di città, di centro storico, di crescita socio-economica. I gruppi di pressione ricordiamolo hanno fatto la fortuna di Urbino. Fu la grande campagna giornalistica nazionale "Urbino crolla", voluta da gente come Bruscaglia, Volponi, Ceci, Sanchini, Baiardi e da altri, sostenuta dal fiore del giornalismo e della cultura italiana, ad ottenere dal governo ben due leggi speciali con cui Urbino, d'intesa con gli Enti locali, venne salvata e restaurata. Furono gli stessi "rompiscatole" ad evitare che si costruissero case sul Monte delle Vigne, davanti ai Torricini, o che si vedessero i Collegi dal Palazzo Ducale e, più di recente, che la città antica fosse investita da un assurdo Piano del Colore che avrebbe dipinto di rosso fragola e di verdino le facciate di case e palazzi oppure che la Bretella fosse ben visibile dalle mura. Purtroppo non siamo riusciti ad evitare il costoso (12 miliardi di vecchie lire, mi pare) scempio della Data e l'orribile garage all'aperto del Mercatale. Ci auguriamo che i nuovi parcheggi lo possano liberare. Il sindaco Corbucci ha posto il problema strategico del riuso e del ripopolamento, residenziale e artigiano, della città storica, ormai quasi desertificata. Di questo sarebbe importante discutere, in modo serio, documentato, non corporativo né localistico. Se ne faccia promotore Corbucci. E' una grande questione nazionale: i nostri mirabili centri storici si stanno spopolando e divengono o pied-à-terre di lusso eo "divertimentifici" notturni, mentre il paesaggio naturale ed agrario viene invaso da colate di cemento: oltre 3 miliardi di metri cubi autorizzati (più quelli abusivi) fra 1995 e 2006, secondo l'Istat. Senza che sia stato scalfito il dramma degli alloggi a canone economico o sociale. O delle residenze, stracare, per studenti. Se ne può discutere senza criminalizzare preventivamente chi ha opinioni diverse? Anni fa, mentre la Lipu mi attribuiva il Premio "Mario Pastore" che ricevetti in Urbino da Piero Angela, all'alba, sulle cantonate, apparivano dei manifesti a lutto "per Vittorio Emiliani", poi lestamente ritirati (il "Carlino" ne diede però notizia). Personalmente non mi hanno tolto, come si può constatare, il sorriso, né l'amore per Urbino, né la voglia di discuterne sviluppi intelligenti e modernizzazioni "compatibili". Vogliamo provarci? Vittorio Emiliani
Urbino, grandi lavori e centro storico. EMILIANI: CRITICARE E' LECITO
Il sottoscritto e l'amico Giorgio Baiardi Cerboni hanno espresso preoccupazione per l'impatto dei lavori in corso a Santa Lucia sull'aspetto storico della città. Non hanno chiesto di bloccare i lavori, ma hanno sollevato la questione dell'impatto sulla mura della Data. L'Unesco vigilerà per conto proprio per garantire che gli interventi siano compatibili con il paesaggio storico. Il dibattito è stato innescato da un intervento del sottoscritto sul "Resto del Carlino" e molti hanno attaccato il sottoscritto e l'amico Baiardi, accusandoli di voler "telecomandare" l'Unesco.
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