Alberghi, ristoranti e monumenti racchiusi in una terra ricca di offerte turistiche Mare, storia, cultura e buona cucina: la città di Mola, a pochi chilometri da Bari, è uno scrigno di offerte turistiche capace di sorprendere i suoi visitatori. Il paese vive di un fermento culturale senza pari; il motore di questa crescita è certamente l'amministrazione comunale di centro-sinistra guidata dal sindaco Nico Berlen che in questi ultimi anni ha investito con forza nella sfida del turismo con un Assessorato al ramo dinamico e innovativo guidato dal vicesindaco Pino De Silvio. Non è un caso che in questi ultimi anni, a Mola sia nata un'industria turistica ancora giovane, ma in rapida crescita, che ha sfruttato al meglio il potenziamento dell'offerta culturale e artistica della città. Aspetto interessante della nascente industria turistica molese è l'aumentata disponibilità di strutture alberghiere e di bedbreakfast, questi ultimi di recente realizzazione e ben distribuiti su tutto il territorio cittadino. Strutture nuove, economiche e accoglienti, che rendono il soggiorno nella terra barese ancora più piacevole. L'intuizione giusta dell'amministrazione comunale è stata scommettere sulla destagionalizzazione: fare cioè in modo che la città sia fonte di curiosità non solo d'estate, ma durante tutto l'anno. Tante le bellezze architettoniche che fanno di Mola un'insospettabile città d'arte, a partire dal suo fiore all'occhiello: il castello Angioino, tornato dopo secoli all'antico splendore grazie a una sapiente opera di recupero. Oggi il castello ospita eventi e manifestazioni di prestigio ed è meta di visitatori provenienti da tutta Italia. La fortezza intrisa di storia, è stata recuperata circa un anno fa, dopo tante peripezie di carattere burocratico che hanno ostacolato per decenni il completamento dei lavori. Visitando l'interno del castello si possono ammirare l'ampio salone, i corridoi, i sotterranei e le ridotte sui bastioni, che si mostrano nella loro bellezza. Di recente il castello ha ospitato una mostra medievale, che ha riprodotto un'atmosfera storica. L'associazione culturale "Rosa di Jericho", già presente sul territorio con una serie di iniziative di promozione e diffusione della cultura, ha valorizzato il castello molese. Per stimolare l'attenzione del pubblico l'associazione ha proposto una ricostruzione storica di uno spaccato della vita nel Medioevo anche attraverso l'esposizione di manufatti medievali: armi, abiti, oggetti di vita quotidiana e strumenti di tortura, riprodotti con rigore filologico e scientifico. Allargando lo sguardo agli altri monumenti visitabili a Mola, le chiese giocano un ruolo centrale. Passeggiando nella città vecchia, a pochi passi dal Castello Angioino, si trova infatti la Chiesa Matrice San Nicola. La sua originalità sta nell'essere l'unico esemplare di chiesa rinascimentale dell'arte pugliese: si tratta di un vero gioiello del Rinascimento adriatico. L'origine di questo sontuoso monumento si inserisce in una fitta rete di rapporti culturali, artistici e devozionali, che si sviluppò nel basso bacino adriatico nel XVI secolo, grazie al movimento di maestranze slave e albanesi, che si spostavano lungo gli assi privilegiati tesi tra Durazzo, Cattaro, Ragusa, Curzola e Sebenico per conto di committenze meridionali. Dopo i restauri del 2001, la chiesa è oggi completamente visitabile. Un'altra punta di eccellenza del patrimonio artistico cittadino è Palazzo Roberti, costruzione del XVII secolo che sorveglia austera la centrale piazza XX Settembre, cuore pulsante della città. L'imponente palazzo signorile fu edificato nel XVII secolo dall'architetto Vincenzo Ruffo, allievo di Vanvitelli. Il palazzo rappresenta uno degli uffici signorili più belli di Mola e forse di Puglia, data la sua ottima fattura architettonica e l'importanza delle famiglie nobili che vi risiedettero. Fu costruito, per volere del signor Roberti, da maestranze baresi, fra il 1760 e il 1770 in stile tardo barocco. Per le vie della città si incontrano anche la chiesa di Santa Maria Maddalena del 1600, il monastero di Santa Chiara costruito dal 1733 al 1788, la chiesa di San Domenico della prima metà del XVI secolo contigua al convento dei Domenicani, e ancora la chiesa di Sant' Antonio con annesso convento costruiti nel 1503, e la chiesa Santa Maria di Loreto del 1500. La ciliegina sulla torta è costituita dal teatro Comunale, detto la "Bomboniera", intitolato al famoso musicista molese Niccolò Van Westerhout. Il politeama, costruito nel 1888 e recentemente restaurato, è il perno della vita culturale cittadina e ospita ogni anno decine di eventi teatrali e musicali di alto livello. Come detto, il cuore vivo della cittadina è la spaziosa piazza XX Settembre, realizzata durante il ventennio fascista è caratterizzata dalla grandiosa fontana monumentale. Oggi la piazza raccoglie rosticcerie, caffè e locali sempre frequentatissimi la sera. Da piazza XX Settembre si raggiunge facilmente il lungomare, dove sono in corso i lavori di restyling progettati da una grande firma dell'architettura mondiale: il maestro catalano Oriol Bohigas. Sul progetto del nuovo "fronte mare Bohigas" si concentrano grandi aspettative: l'obiettivo è recuperare un rapporto vitale con il mare, il modello è quello di una Barcellona in miniatura. Il progetto presenta, in linea generale, anche se in scala ridotta, gli stessi presupposti della trasformazione urbanistica avvenuta sulla costa spagnola, con attività produttive e servizi legati alla vita del mare. Porto turistico, pesca, parcheggi, spiaggia galleggiante per guardare la città dal mare, e forse una torre, un grattacielo per abituarsi allo sguardo oltre l'Adriatico. Stando a quanto progettato dall'architetto, il nuovo fronte mare dovrà assumere un ruolo fondamentale per Mola: i vecchi simboli del centro storico di questa città sul mare trarranno nuova forza dal progetto, diventando poli fondamentali non solo per la vita culturale, ma anche per quella economica. Ai visitatori che passeranno da Mola quest'anno si chiede ancora un po' di comprensione per gli inevitabili disagi che comporta la realizzazione di un'opera di tale rilevanza; già per l'estate prossima la città si mostrerà con un abito completamente nuovo, antico e internazionale al tempo stesso. Mola insomma, sta costruendo con impegno e cura il suo avvenire e si appresta a dire la sua in una Puglia che nei prossimi anni avrà di certo nel turismo uno dei settori trainanti della sua economia. "Mola ha grosse potenzialità turistiche dice il vicesindaco e Assessore al Turismo del Comune Pino De Silvio bellezze storico architettoniche di pregio ancora poco note, straordinari scorci naturalistici e produzioni tipiche di qualità. Per noi quella sul turismo è una scommessa sul nostro futuro e stiamo lavorando con passione e serietà per vincerla. Venite a trovarci, vi sorprenderemo."
Corriere della Sera
19 Luglio 2009
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PUGLIA - Mola di Bari: uno scrigno di storia e cultura ancora da scoprire
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