Centro congressi Per la sicurezza sul lavoro intesa fra Campidoglio, Eur Spa, Cpt e sindacati Lunghe 66 metri per 4 di altezza, completato l'80 delle fondazioni Si comincia a fare sul serio: nel cantiere del nuovo centro congressi all'Eur, la «Nuvola» progettata da Massimiliano Fuksas, sono arrivate le prime enormi travi in acciaio, 66 metri di lunghezza per 4 di altezza, che rappresentano lo scheletro portante dell'avveniristico auditorium. Avranno la duplice funzione di copertura delle sale e di piano di calpestio del forum. Nel frattempo per garantire la sicurezza dei lavori e prevenire infortuni e incidenti, istituzioni, aziende coinvolte nell'appalto e sindacati hanno firmato ieri un protocollo d'intesa. Il documento è stato sottoscritto da Campidoglio, Eur spa, Comitato paritetico territoriale di Roma e provincia, Asl Roma-C, Fillea Cgil, Filca Cisl e Fenneal Uil, oltre che dalle ditte impegnate nei lavori. Obiettivi dell'accordo sono quelli di condividere ed ottimizzare le procedure per la gestione in sicurezza del cantiere organizzando anche un tavolo di concertazione e confronto con i tecnici degli enti firmatari. Sono previsti, tra l'altro, nuove procedure per il monitoraggio, la verifica dei lavori e dell'organizzazione del cantiere, oltre alle ordinarie iniziative in materia di salute e vigilanza per la realizzazione di grandi opere. Verrà inoltre promossa una campagna di promozione per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Intanto sono già trascorsi oltre undici anni da quando, nel 1998, il Comune di Roma e l'ente Eur, proprietario dell'area edificabile, hanno bandito il concorso internazionale di architettura per la progettazione preliminare del nuovo centro congressi. E dopo undici anni è stato completato oltre l'80 per cento delle opere di fondazione in cemento armato: per raggiungere questo obiettivo è stato necessario sbancare circa 450 mila metri cubi di terra. E il cantiere, uno dei più grandi della capitale, pari a quattro campi da calcio, entra così nella sua fase di massimo fermento: le enormi travi in acciaio, che cominceranno ad essere assemblate in questi giorni, verranno sistemate, è stato spiegato, realizzando apposite «vie di corsa», cioè veri e propri binari composti da una fascia in acciaio inox su cui scorre un pattino in teflon, materiale a bassissimo attrito che ne favorirà lo spostamento. Ogni blocco verrà sistemato a cominciare da agosto utilizzando anche robusti argani, ma il varo non avrà velocità notevoli: in virtù della mole e della complessità delle lavorazioni, lo spostamento è stimabile in circa 5 metri al giorno. I lavori andranno avanti a ciclo continuo per 12 mesi l'anno, sei giorni a settimana, dalle 6 di mattina alle 10 di sera. In questo periodo, guardando il cantiere dall'esterno, stanno venendo alla luce lungo viale Shakespeare anche i primi due mega pilastri, sempre in acciaio del peso di circa 90-100 tonnellate, che fungeranno da sostegno a vista della teca di cristallo. Queste torri, della dimensione di 4 metri per 4, raggiungeranno un'altezza di 35 metri. La fine dei lavori è prevista nel primo semestre del 2011.