Una nuova gestione del patrimonio culturale siciliano con la messa in rete dei musei e la possibilità, data ai privati, di utilizzare i siti archeologici sotto la supervisione della regione. Sarà possibile entro la fine dell'anno, grazie al nuovo progetto di legge presentato dall'assessore ai beni culturali. Fabio Granata, e approvato dalla giunta regionale. Le novità riguarderanno l'autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile dei musei e la creazione di una «Rete di musei di interesse regionale». Solo i musei e i siti archeologici che rispetteranno certi standard di servizi per i visitatori potranno, infatti, essere consultati in rete. Basteranno un pc, un mouse e un clic per prenotare visite guidate, conoscere i luoghi e scegliere il percorso turistico da effettuare. Fra le novità anche la gestione diretta dei siti e dei musei da parte di province, comuni e associazioni che ne faranno richiesta alla regione. Un'autonomia gestionale che ha lo scopo di favorire lo sviluppo del territorio e dei piccoli centri impegnati nella valorizzazione del proprio patrimonio artistico. Per dare piena attuazione al progetto sarà utile, fra l'altro, costruire percorsi itineranti integrati fra i diversi comuni di una stessa area. Soddisfatto dell' iniziativa l'assessore Granata che ha sottolineato l'impatto rivoluzionario per il turismo siciliano. «È un altro tassello di rilancio dell'enorme sistema cultura in Sicilia», ha commentato. La nuova norma stabilisce, inoltre, la creazione di uno speciale fondo regionale a servizio della rete sovvenzionato per il 10 tanto dalla vendita dei biglietti d'accesso che da interventi finanziari annuali stabiliti con la legge di bilancio. «Si tratta di un'iniziativa che permetterà di aprire nuovi sbocchi lavorativi», sottolinea Granata, «perché siti e musei potranno essere diretti da giovani laureati in beni culturali o da figure professionali con una formazione adeguata». Prevista anche la possibilità di finanziare . eventi culturali, feste e sagre che si svolgono su tutto il territorio dell'isola grazie alla voce «finanza di progetto». I direttori dei parchi archeologici, dei musei e delle gallerie potranno, infatti, utilizzare, in accordo con i sindaci, il 30 dei ricavi provenienti dalla vendita dei biglietti per interventi di manutenzione sia ordinaria sia straordinaria, occupandosi direttamente della salvaguardia dei beni ricadenti sul proprio territorio. L'assessorato ai beni culturali varerà, infine, entro la fine dell' anno un regolamento nel quale saranno fissati standard minimi per garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni culturali, la loro sicurezza e la prevenzione dei rischi. Tutti i siti dovranno dotarsi di un proprio statuto sulla base del regolamento stabilito dall'assessorato. «Sono norme», ha concluso l'assessore Granata, «che garantiscono una spinta propulsiva alla valorizzazione, anche attraverso la perdita di quote di sovranità da parte della regione su un patrimonio culturale talmente vasto che, senza tutti questi provvedimenti, non sarebbe del tutto valorizzato. Nel 2006, tra queste norme e la fine dei restauri di Agenda 2000, la Sicilia avrà un altro volto".