Durante listruttoria il soprintendente era stato già sentito e aveva denunciato chi lo accusava Entra nella seconda fase linchiesta che vede il soprintendente Enrico Guglielmo agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione e associazione per delinquere. Da oggi fino a giovedì il gip Luigi Giordano completerà gli interrogatori di "garanzia" degli indagati cominciati venerdì pomeriggio con limprenditore Luigi Lucci. Alle 10 tocca a Guglielmo, difeso dagli avvocati Giovanni Esposito Fariello e Annalisa Mancini. Linchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata Filippo Beatrice e Graziella Arlomede, prende in esame due filoni: da una parte, la presunta «collusione» fra il soprintendente e limprenditore Lucci, che sarebbe stato «sistematicamente favorito» nellaggiudicazione di appalti e avrebbe ricompensato Guglielmo anche con 39 mila euro impiegati dallalto dirigente del ministero per comprare una barca pagata complessivamente 156 mila euro. Assistito dallavvocato Giovambattista Vignola, Lucci ha respinto le accuse nellinterrogatorio di venerdì, ricordando fra laltro di essersi aggiudicato, sotto la gestione Guglielmo, solo 2 appalti su 19 e negando di aver versato quei 39 mila euro. Laltro capitolo dellindagine riguarda le presunte «costanti interferenze» che Guglielmo avrebbe esercitato per fare in modo che incarichi professionali venissero affidati a soggetti ritenuti a lui collegati. Oltre allimprenditore e al soprintendente, sono agli arresti domiciliari lingegnere Mauro Fusco, collaboratore esterno della soprintendenza, e il nipote di Guglielmo, Gianluca titolare della società di servizi Studio 3 della quale lo zio è considerato dagli inquirenti «socio occulto». Sette architetti sono stati invece raggiunti dal divieto temporaneo di esercizio della professione. Nella prima fase delle indagini, dopo la perquisizione disposta nel gennaio 2008 dal pm Beatrice, Guglielmo (che dopo aver guidato la soprintendenza napoletana si trovava attualmente al vertice dellufficio competente per Caserta e Benevento) era stato interrogato in Procura e aveva respinto le accuse, presentando una memoria e denunciando per calunnia i suoi accusatori. Il quadro investigativo, composto dalle dichiarazioni di testimoni, come la dirigente del ministero Maria Luisa Nava, e da intercettazioni telefoniche, hanno indotto i magistrati a disporre lordinanza di arresti domiciliari. Dopo linterrogatorio, la difesa valuterà se proporre istanza al gip o presentare ricorso al Riesame. Il calendario prevede poi gli interrogatori degli altri indagati (assistiti fra gli altri dagli avvocati Mario e Luigi Tuccillo). Giovedì sarà interrogato il nipote, difeso da Dina Cavalli. (d. d. p.)
NAPOLI. Le tangenti sullarte Guglielmo dal giudice. Inchiesta a una svolta con linterrogatorio
Il soprintendente Enrico Guglielmo è stato arrestato in seconda fase della linchiesta sulla corruzione e l'associazione per delinquere. Guglielmo è stato sentito già in precedenza e aveva denunciato chi lo accusava. La linchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, prende in esame due filoni: la presunta collusione fra Guglielmo e l'imprenditore Luigi Lucci, e le presunte interferenze esercitate da Guglielmo per fare in modo che incarichi professionali venissero affidati a soggetti ritenuti a lui collegati. Guglielmo è stato arrestato in arresto domiciliario e sarà interrogato di nuovo giovedì.
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