VICENDE Con la rimozione delle ultime impalcature in autunno, si era reso pubblicamente visibile l'edificio che per troppi anni, dal suo incendio nel 1991, era stato il simbolo di una ferita aperta per la città di Bari e per la sua identità culturale. La vicenda del Petruzzelli è di una complicatezza giuridica e politica spaventosa, a cominciare dalla questione atipica del suo essere, sin dalla sua progettazione nel 1896, un teatro di proprietà privata gestito però in quanto bene pubblico, per passare alle sciagurate colpe relative all'incendio, fino a giungere alle vicende degli anni 2000. In questo decennio, le vicissitudini del Teatro Petruzzelli hanno visto susseguirsi, nell'ordine: un «protocollo d'intesa» nel 2002 tra Ministero dei Beni culturali (Governo Berlusconi), Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari con i diversi eredi della famiglia proprietaria; poi l'esproprio collegato alla finanziaria del 2006 (Governo Prodi); quindi la sentenza della Corte Costituzionale nel 2008 che ha dichiarato illegittimo tale esproprio. Una «class action» è attualmente in corso affinché il teatro venga dichiarato di proprietà pubblica e, ancora, negli ultimi mesi, molti sono stati i pronunciamenti autorevoli sulla inevitabilità e la giustezza dell'esproprio.