scandalo a ronco scrivia Chiesto il rinvio a giudizio per funzionario comunale accusato di aver falsificato pratiche per 100 mila euro CHI SI RIVOLGEVA a lui poteva contare su rapidità, puntualità ed efficienza. Nessuno poteva sospettare, e per anni in verità nessuno si sarebbe lamentato, che dietro all'apparenza del funzionario pubblico irreprensibile e zelante si celasse, secondo la Procura di Genova, un dipendente comunale infedele e spregiudicato, in una parola un truffatore. Capace di intascarsi i versamenti dovuti per i condoni edilizi. O di inventarsi somme da pagare per avere una concessione a costruire o a ristrutturare. Giustificando il tutto con documenti realizzati ad arte, falsi bollettini postali, che attestavano il saldo di oneri urbanistici inventati di sana pianta e suffragati da richieste compilate in piena autonomia, che non avevano alcuna ragion d'essere se non quella di applicare ai contribuenti un balzello destinato alle sue tasche. È un geometra di trentanove anni che lavorava all'area urbanistica del Comune di Ronco Scrivia, Diego Balduini, il dipendente pubblico infedele scoperto dal sostituto procuratore Enrico Zucca e che, nel frattempo, pare scomparso nel nulla. È indagato per truffa ai danni dello Stato, aggravata dall'abuso di potere e dalla minaccia di un pericolo inesistente (quello della sanzione per il mancato pagamento o dell'abbattimento delle opere dichiarate abusive), e poi peculato, falso in atto pubblico e ideologico oltre che di ricettazione. Nei giorni scorsi il pm, dopo l'invio dell'avviso di garanzia di fine indagini, ha formalizzato all'ufficio del giudice per le indagini preliminari la richiesta di rinvio a giudizio. L'udienza si terrà il 13 ottobre. Tutte le notifiche, collegate all'inchiesta, fino a questo punto sono arrivate al suo legale, l'avvocato Barbara Raimondo. E a giudicare da quanto accertato dai carabinieri, il geometra sarebbe irreperibile dopo essersi intascato, secondo gli inquirenti, oltre centomila euro. I suoi concittadini che si sono presentati ai carabinieri per la denuncia sono stati in totale 17. A dichiararsi parte offesa sono stati anche il Comune di Ronco Scrivia, attraverso l'avvocato Paolo Costa, e l'amministrazione finanziaria dello Stato. Il Comune per il discredito gettato sulle istituzioni pubbliche con le richieste di denaro che i contribuenti sono stati costretti a versare. E lo Stato per quelle somme che alle casse erariali erano effettivamente destinate e che non sono mai stato versate. I danni provocati nel tempo dal funzionario pubblico infedele, secondo l'accusa, sono anche altri. Le pratiche che il funzionario dell'urbanistica non si era inventato prevedevano versamenti che, in verità, non sono mai stati eseguiti. Il timore è che la scadenza dei termini (avvenuta ormai da tempo) possa creare loro problemi nel mantenimento di opere che, sulla carta, sono rimaste abusive. E che per avere ragione di eventuali ordini di demolizione debbano avventurarsi in cause legali dall'esito incerto e, soprattutto, dai tempi notoriamente biblici. La maxi-truffa fu denunciata dal segretario del direttore generale del Comune di Ronco Scrivia, dopo aver raccolto le lamentele di alcuni abitanti del paese. Un'inchiesta amministrativa appurò che per un certo numero di pratiche non erano pervenuti i pagamenti previsti e altre pratiche presentavanoâ??«vistose anomalie procedimentali e documentali». Il responsabile dell'area urbanistica di allora, l'architetto Daniela Merlo, ricostruì le pratiche trattate da Balduini e i carabinieri ascoltarono tutti i cittadini interessati. Scattò la perquisizione degli uffici e dell'abitazione dell'indagato. In casa in particolare gli inquirenti trovarono un archivio delle pratiche originali o contraffatte del Comune e tracce di un ingegnoso sistema di contraffazione dei bollettini postali, per far risultare versamenti che in realtà lui incassava in contanti.