è un po difficile sostenere che i marmi del Partenone di Atene conservati a Londra starebbero male ad Atene. La rivendicazione del governo greco appare giusta e legittima. Sono due termini che è necessario avere presente perché, quando si parla di proprietà, bisogna avere le idee chiare e tenere conto sia del diritto sia della storia dellarte. Se io rivendico qualcosa perché è mio quel qualcosa deve esserlo da ogni punto di vista. Non basta dire che i marmi del Partenone stavano sul Partenone ad Atene e quindi debbono tornare ad Atene. È ovvio ma va verificato il diritto che regola i rapporti umani e controlla le trasformazioni della storia. Oggi il governo greco ha creato un nuovo e formidabile Museo dellAcropoli. Questo Museo non sta più sullAcropoli stessa come era fino a pochi anni fa, perché sullAcropoli non cè spazio per un museo concepito secondo criteri maturati nel corso del Ventesimo secolo. Prima il Museo dellAcropoli era realizzato secondo il principio dellAntiquarium. In unarea archeologica vengono rinvenuti nel corso del tempo tanti frammenti e reperti di cose che stavano su quellarea ma sono state separate dai contesti originari, danneggiati profondamente dal tempo e dagli uomini. Non potendo essere ricollocati dove effettivamente erano, vengono raccolti tutti insieme e collocati in un unico contenitore che diventa il museo di quel sito. Questo tipo di ambiente museale ha perso interesse per il più vasto pubblico di visitatori che chiedono oggi a un museo di essere luogo di forte attrattiva e di stimolante impatto. Il vecchio Museo dellAcropoli rispondeva alla prima esigenza ma i tempi cambiano e da spazio di servizio e supporto il Museo dellAcropoli è diventato uno spazio immenso e possente in cui ricostruire il passato ma fuori contesto. Ora lidea è avere un grande edificio moderno dotato di una propria valenza architettonica, riprodurre le dimensioni del Partenone e ricollocarvi, con ricostruzione parte reale e parte virtuale, i reperti di cui disponiamo per consentire di avvicinarci il più possibile a quella che fu la realtà del Partenone. Lo vediamo dalle finestre del Museo perché ledificio è stato costruito in basso rispetto allAcropoli. Da lì possiamo osservare il vero Partenone. Se guardiamo dentro il museo vediamo il riallestimento del fregio meraviglioso delle Panatenaiche, se guardiamo fuori vediamo il tempio antico da cui quel fregio proviene. La distanza è di pochi metri. Ma la distanza concettuale e culturale è di millenni perché ledificio moderno non è il Partenone e il Partenone che vediamo oggi non è se stesso ma un rudere poderoso e mirabile, scrupolosamente misurato e monitorato e restaurato con tecniche che oggi saranno apprezzate e domani forse denigrate. Destate fa un caldo insopportabile ed è meglio laria condizionata allinterno del Museo mentre ci si rammarica che i pezzi più belli del fregio fidiaco stiano a Londra. Ma se tornassero ad Atene tornerebbero ad Atene e non sul Partenone, considerato che persino quel poco restato in patria di quel patrimonio artistico, che veramente appartiene allumanità, non sta sul Partenone ma sta nel museo. Sul Partenone non ci potrebbe stare e probabilmente non ci starà mai più perché il Partenone quasi non cè più. Cè quel che ne rimane dopo una serie di vicende che hanno massacrato il monumento fino a renderne impossibile un ripristino sostanziale, fermo restando che la grande teoria del restauro stabilisce come inutile, inopportuna e falsificante qualunque forma di «ripristino sostanziale» di ciò che la storia ci ha consegnato in qualsivoglia condizione. Nulla è intatto di ciò che il passato ci ha lasciato. Molto è restaurabile. Nulla può tornare come era prima perché nessuno può stabilire un unico e imprescindibile momento che sia definibile come il "prima" e che significhi lautenticità del monumento stesso. Il Partenone appartiene allumanità perché è un segno del tempo di determinante rilevanza che attesta una fase della civiltà umana imprescindibile da conservare e conoscere oggi come allora. Nel momento della rivendicazione cè necessità di dare corpo giuridico alle istanze morali. Il proprietario è chi detiene i beni allatto della sottrazione. La Grecia moderna non è quella antica ma non cambia niente sullaccertamento della provenienza. I marmi del Partenone erano lì ed è legittima lesigenza di tutelare la cultura di un popolo, implicante la creazione di limiti oltre i quali non si deve andare se dichiariamo di rispettarne e amarne la produzione artistica.
ARTE PERDUTA - Ma il passato non torna nonostante le restituzioni
Il governo greco rivendica i marmi del Partenone di Atene conservati a Londra, affermando che sono propri della Grecia. Il governo greco ha creato un nuovo museo dell'Acropoli a Atene, che non è più sull'Acropoli originale. Il vecchio museo dell'Acropoli era un Antiquarium, dove venivano raccolti i reperti archeologici rinvenuti in un'area, ma non è più adatto per il pubblico moderno. Il nuovo museo è un edificio moderno con una propria valenza architettonica, dove i reperti sono ricostruiti con parte reale e parte virtuale. Il Partenone è stato restaurato con tecniche moderne, ma non è più il Partenone originale.
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