Perché il Comune rifiuta gli sponsor trovati da Italia Nostra? Lo chiediamo al sovrintendente Eugenio La Rocca. «Perché non si tratta di sponsor secchi». E che cos'è uno sponsor secco? «Lo sponsor singolo che paga il restauro in cambio della pubblicità sui teloni del cantiere». Quelli trovati da Italia Nostra non sono secchi. «No, lì c'è una società pubblicitaria che raccoglie diversi sponsor, i quali poi si alternano sulle impalcature. Questo per l'amministrazione comunale è un problema». Non capisco la differenza. «Ci potrebbero essere altre società che offrono prezzi più alti. Allora dobbiamo indire una gara». Avete fatto qualche restauro con le gare per gli sponsor? «No». E i megacartelloni sulle transenne di recinzione dell'Ara Pacis? «Le transenne sono della ditta che fa i lavori. È lei che vende la pubblicità». E incassa i soldi. «In cambio ci offre una certa cifra». Non crede che il Comune otterrebbe introiti maggiori se la pubblictà se la vendesse da solo? «Sono pienamente d'accordo, ma dobbiamo risolvere il problema». Come? «Se ne occupa l'avvocatura capitolina». Da quanto tempo? «Da più di un anno. Ci stanno lavorando sodo, ma non riescono a trovare una soluzione idonea». Esistono regole diverse per i monumenti statali e quelli comunali? «No». Allora perché il soprintendente Di Paola ha firmato senza problemi la convenzione con Italia Nostra? «Sono contento. VuoL dire che l'avvocatura di Stato ha dato parere favorevole». Quindi? «Se realmente non ci saranno problemi, ci adegueremo anche noi.