Le intercettazioni Gli abusi edilizi, le manovre contro Ferlaino e la «talpa» in Procura. Le telefonate registrate dalla Finanza Il tentativo di sapere di più sull'inchiesta attraverso una «talpa» in Procura. La consapevolezza che la soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli fosse nelle mani di Luigi Lucci. L'abuso edilizio commesso dall'imprenditore a Punta Epitaffio, denunciato da Tommaso Sodano e Uberto Siola e ridimensionato da funzionari preoccupati di essere scoperti da Maria Luisa Nava. Le manovre per strappare Palazzo D'Avalos a Corrado Ferlaino, nei cui confronti vengono usati aggettivi poco benevoli. Emerge tutto dalle intercettazioni telefoniche, che anche in quest'indagine si confermano fondamentali. Spiega un'archeologa a Guglielmo: «È arrivato un esposto di Siola che io non riesco ancora a rispondergli. Perché se la Nava in questo momento vede che una certa proprietà del terreno è della moglie di Lucci e l'impresa che sta facendo i lavori di restauro è Lucci, apriti cielo che succede... C'era una vecchia costruzione abusiva che loro hanno ampliato pure e poi c'è la baracca di cantiere di Lucci, con la scusa dei lavori in corso... Allora io piano piano ho risposto ad un'interrogazione parlamentare e sono riuscita... Lei me l'ha firmata e non ho fatto emergere questa parentela. Mo figurati un po' se la Nava si accorge di questa cosa che cosa può succedere... Quella è capace che Lucci non ci lavora più con noi: gli blocca tutto e gli blocca il progetto». La funzionaria ha degli scrupoli: «Qui poi c'è l'altro problema di Lucci, che insomma lucra su molte cose. Enrico, io credo che lui ci tenga molto in pugno e oltretutto poi mi sta mettendo a me in una situazione terribile perché Lucci sta facendo una speculazione edilizia proprio sporca a Punta Epitaffio... Quindi Lucci guarda, Enrico, io ti dico la verità, non ne voglio più sapere... Io, finite queste cose... Dobbiamo uscirne, Enrico, perché questi ci tengono in pugno. Queste imprese maledette ci tengono in pugno». Guglielmo è cauto: «Guarda, io cerco di averci meno rapporti possibile, però naturalmente quelli hanno vinto una gara, eh». È probabile, nota il gip, che la cautela «non sia ispirata da un generico atteggiamento di prudenza, ma trovi fondamento nella consapevolezza che vi sia un'indagine penale nel cui ambito sono effettuate intercettazioni telefoniche». Il soprintendente, infatti, chiarisce: «Poi voglio dire una cosa: tutti i telefoni, compreso questo con cui stai parlando, sono sotto controllo». Eppure, nota sempre il gip, in quel momento «le investigazioni penali in quel momento non erano note». T. B.
NAPOLI I timori dell'archeologa: L'impresa ci tiene in pugno
Un'indagine penale riguarda gli abusi edilizi commessi da Luigi Lucci, un imprenditore napoletano. Le intercettazioni telefoniche rivelano le manovre per strappare Palazzo D'Avalos a Corrado Ferlaino e l'abuso edilizio commesso a Punta Epitaffio. La soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli era nelle mani di Lucci. Un'archeologa, Maria Luisa Nava, denuncia gli abusi e cerca di scoprire di più sull'inchiesta. Le intercettazioni rivelano anche le manovre per strappare Palazzo D'Avalos a Ferlaino. L'archeologa si sente minacciata e cerca di uscire dall'indagine.
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