In vecchiaia confessarono di non aver mai giocato a tennis nel loro campo privato, né fatto un bagno nella piscina ritagliata dal parterre dell'ingresso. Un peccato davvero, visto che la piscina, riscaldata, stuzzicava un tuffo anche d'inverno e, dopo il tennis, si poteva concludere l'allenamento in palestra o con una doccia all'aperto. A casa Necchi Campiglio le comodità non mancavano. Ma il piacere dell'abitare, secondo Gigina.Nedda e Angelo, stava nell'arte dell'accoglienza. Nel ricevere gli ospiti e coccolarli con ogni comfort; con un servizio di lavanderia, ascensore e citofoni interni, o con l'allestimento di una sala per le proiezioni cinematografìche. Vizi graditissimi agli illustri invitati - fra i quali la principessa Maria Gabriella di Savoia e il principe Enrico d'Assia - che sembra facessero a gara per fissare una scampagnata nella dimora delle sorelle Necchi e di Angelo Campiglio, marito di Gigina. Esponente dell'alta borghesia industriale (famosa per le macchine da cucire), questo terzetto di imprenditori e filantropi, arrivato da Pavia a Milano nei primi anni Trenta, fu accolto subito nella crème di città. Ad aumentarne il prestigio ci pensò Piero Portaluppi, progettando una dimora adeguata alle loro esigenze. Edificata fra il '32 e il '35, a due passi dal via vai di corso Venezia e incastonata nel verde dei giardini Cicogna e Sola-Busca, casa Necchi Campiglio riassume, nell'armonia fra ambienti esterni, architettura e arredi, il gusto di un'epoca votata alle buone regole dell'ospitalità. Una vocazione che il FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano - divenuto proprietario, per lascito testamentario, della residenza di viaMozart - ha intenzione di ripristinare insieme a quell'aria di famiglia che aleggia ancora fra l'ampio ingresso, la biblioteca e gli appartamenti privati. Presentato ieri dal presidente Giulia Maria Mozzoni Crespi, col sindaco Albertini, il presidente della Regione Formigoni e Giorgio Armani, sponsor d'eccezione dei lavori, il restauro dell'edificio, che inizierà a settembre e costerà 3 milioni e mezzo di euro, sarà finanziato anche da Fondazione Cariplo, RCS e Telecom Italia. Prevista per la primavera2006, l'apertura della quarta casa-museo milanese (dopo il Poldi Pezzoli, il Bagatti Valsecchi e la Boschi Di Stefano) vedrà rivivere la storia di una famiglia raccontata attraverso gli eventi rnondani cui presenziò, ma anche dagli oggetti che, fra collezioni antiquarie, mobili di design e arte moderna, ne hanno assorbito lo stile e il carattere. A completare quest'ultima dimora del FAI sarà un'ala destinata alla raccolta dell'imprenditore Alighiero De Micheli, appassionato connaisseur di arredi francesi e di vedute veneziane di Canaletto e Marieschi.