È ufficiale la notizia anticipata dal Laboratorio di Urbanistica: negli scavi per lo steccone Gesam, a S. Concordio, sono affiorati i resti del Porto della Formica. La Soprintendenza archeologica ha già avanzato alla Polis (che realizza i lavori) la proposta di realizzare nell'area un grande parco archeologico. Nel cantiere sono tornate in luce le strutture dell'antico "Porto Fiumicello", all'imbocco del canale Formica, che per secoli ha consentito alla città un collegamento diretto con il mare. Gli scavi delle archeologhe Elisabetta Abela e Serena Cenni, sotto la direzione scientifica di Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, hanno riportato alla luce uno degli ambienti di servizio al porto, la darsena, delimitata da una serie di strutture in muratura di grande interesse. Al momento del ritrovamento la Soprintendenza ha richiesta un approfondimento delle indagini, avallato dalla Polis, ed è stato quindi aperto un saggio stratigrafico ampio 6 metri per 4 pari a circa la metà della superficie occupata dalla Darsena. Le strutture messe in luce, sono apparse subito in ottimo stato di conservazione. Le strutture riportate in luce con lo scavo coincidono perfettamente con quelle disegnate nelle mappe storiche del XVIII e XIX secolo, che aiutano a comprendere immediatamente la funzione dei singoli annessi e la loro articolazione interna. Nei prossimi giorni le indagini si concentreanno all'interno della Darsena.