Ci vuole classe per fare il libraio. Ma non solo. Occorre anche passione e studio. Cosi, con un'alchimia antica che si rinnova nel empo, la libreria può diventare non solo un laboratorio di idee ma anche un volano per l'economia. Il 19 settembre del 1983, al Circolo della Stampa di Milano, fu ufficialmente annunciata la nascita della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri. Quel giorno erano presenti Inge Feltrinelli, Giulio Einaudi, Valentino Bompiani. Di più. Incuriositi e appassionati si mostrarono fin da subito molti editori, il gotha della letteratura italiana e alcuni fra i più autorevoli intellettuali, da Umberto Eco a Furio Colombo, da Rita Levi Montalcini a Tullio De Mauro a Ferrando Savater. Adesso, per celebrare i vent'anni di vita (e di successi) Venezia rende omaggio a quest'accademia per librai nell'affascinante contesto della Fondazione Giorgio Cini. L'iniziativa è dedicata soprattutto ai seicento allievi che hanno frequentato la Scuola. «Abbiamo seguito l'evoluzione del mestiere e della libreria nel tempo - spiega Silvana Ottieri Mauri che della Scuola è stata una delle artefici e che tuttora se ne occupa con passione -mentre Umberto Saba diceva che "un libraio è un genio dentro un buco", la categoria dei librai scompariva,travolta dalle nuove merceologie. Quindi bisognava dare nuova fiducia è 'nuovo impulso alla libreria. In questi anni, con i nostri corsi, speriamo di esserci riusciti». Alla celebrazione ufficiale della Scuola, sono intervenuti filosofi, sociologi, economisti e scrittori. E ci saranno anche loro: i librai del futuro. Il costo dell'iscrizione è di 700 euro, spese di alloggio sono generalmente a carico degli editori: hanno tutto l'interesse a conoscere librai che provengono da tutta Italia. Dopo il premio Nobel per l'economia Amartya Sen, hanno parlato Angelo Tantazzi («Dove va il mondo dei consumi? Economia reale ed economia virtuale»); Herbert R. Lottman («Quando i giganti incespicano»); Remo Bodei («L'età della colonizzazione delle coscienze»); Salvatore Veca («La bellezza e gli oppressi»); Guido Rampoldi («L'innocenza del male»); Josep Ramoneda («Dopo la passione politica»); Fleur Jaeggy («Alfabeto di sabbia»). Ha chiuso i lavori Umberto Eco. Il suo intervento è stato dedicato alle «Nuove forme di comunicazione democratica».
Un laboratorio di idee per imparare a vendere libri
La Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri è stata fondata il 19 settembre 1983 a Milano. La scuola è stata fondata per formare librai con passione e studio. Nel corso degli anni, la scuola ha avuto molti allievi, tra cui editori, intellettuali e scrittori. La scuola ha anche avuto un impatto sulla libreria, che è diventata un laboratorio di idee e un volano per l'economia. Per celebrare i vent'anni di vita della scuola, Venezia ha organizzato una celebrazione con un costo di iscrizione di 700 euro. La celebrazione ha avuto molti intervenuti, tra cui filosofi, sociologi, economisti e scrittori.
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