Laureano: "Il recupero della struttura costerà 10 milioni". Vandana Shiva a capo della fondazione Le sue ruote idrauliche e i mulini un tempo in uso per follare i panni di lana, ormai fermi da secoli, diventeranno testimonianza di antichi saperi. E limponente, straordinaria struttura delle Gualchiere di Remole, opificio industriale tardo medievale situato sulla sponda sud dellArno, di fronte allabitato delle Sieci, diventerà sede di un Centro internazionale sulle conoscenze tradizionali, con lo scopo di inventariare, proteggere e diffondere antiche pratiche da coniugare alla tecnologia più innovativa. Un altro progetto, lennesimo, rilancia il recupero e restauro dei circa 4 mila metri quadrati di questo complesso storico situato nel comune di Bagno a Ripoli, di cui però è proprietario Palazzo Vecchio. Solo che questa volta sono in molti a scommetterci. In testa, i responsabili dellUnesco e di una miriade di prestigiose fondazioni internazionali che si sono riuniti in un meeting l11 luglio, e che domenica scorsa hanno effettuato un sopralluogo al complesso in barca sullArno, accompagnati dal vice sindaco di Firenze Dario Nardella, dal sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini, capitanati da Pietro Laureano, architetto e urbanista consulente dellUnesco, fondatore e coordinatore di Ipogea, organizzazione no profit e Centro studi sulle conoscenze tradizionali. Laureano è il più convinto sulla fattibilità del progetto, e annuncia la data del prossimo 20 settembre, già fissata per firmare dal notaio i primi atti costitutivi del gruppo che dovrà occuparsi del progetto studio per ridisegnare il recupero delle Gualchiere. «Tutti i soggetti coinvolti, da Ipogea, alle Fondazioni Maria Nobrega e Carlo dInghilterra, a Francesco Bandarin, direttore generale del Centro per il patrimonio mondiale dellUnesco, hanno già garantito lo stanziamento iniziale di 250 mila euro - spiega larchitetto - Altri 250 mila euro dovranno arrivare dagli enti locali coinvolti, dai Comuni di Bagno a Ripoli e Firenze, da Provincia e Regione. Numerose fondazioni e banche internazionali sono pronte a fare altrettanto: spero si muovano anche quelle locali, che il progetto vada avanti e sia un investimento remunerativo». Il recupero prevede che la struttura delle Gualchiere diventi in parte museo di se stessa, quindi centro di accoglienza e visite, campus e sede del nuovo centro che, prosegue Laureano «ha già oltre 3 mila voci censite e classificate di antichi saperi e tecniche legate, ad esempio, alla raccolta e purificazione delle acque, allisolamento di edifici, a sistemi per fare lidrogeno solare, allenergia eolica, alle conoscenze di quanto usi tradizionali dei popoli del mondo hanno prodotto nei secoli e che saranno integrate con le moderne tecnologie». Ricostruzioni, modelli, banche dati e multimedialità saranno lanima pulsante del centro che avrà come presidente onoraria Vandana Shiva, e direttore scientifico lo stesso Laureano. Entusiasta anche il vicesindaco Dario Nardella: «Siamo allinizio di un percorso, ma cè molta determinazione, ora si tratta di trovare risorse per un progetto pienamente condiviso tra tutti i soggetti». Un disegno ambizioso che con le Gualchiere proietta nel mondo Firenze e Bagno a Ripoli. Dai costi rilevanti, visto che il restauro del complesso toccherà la cifra di almeno 10 milioni di euro. «Forse di più - osserva Bartolini, sindaco di Bagno a Ripoli - ma per la prima volta cè un progetto credibile, una grande idea che ci rimette orgogliosamente al centro del mondo con la creazione di un centro vivo e operativo unico. Ho verificato personalmente la piena disponibilità del direttore generale dellUnesco, è unoccasione che non possiamo perdere».
FIRENZE - Nellopificio medievale un centro studi delle tradizioni
Un gruppo di fondazioni e enti internazionali, tra cui lUnesco, ha espresso interesse a finanziare il recupero e il restauro della struttura delle Gualchiere di Remole, un complesso storico situato nel comune di Bagno a Ripoli. Il progetto, che prevede la creazione di un Centro internazionale sulle conoscenze tradizionali, ha già ricevuto garanzie di finanziamento da parte di diverse fondazioni e banche internazionali. Il costo del progetto è stimato in almeno 10 milioni di euro, ma il sindaco di Bagno a Ripoli, Luciano Bartolini, ritiene che il progetto sia credibile e che possa essere un investimento remunerativo.
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