Sarà il Pantheon il primo monumento ad essere restaurato con i finanziamenti di sponsor privati raccolti da Italia Nostra nell'ambito del progetto «Restauro Roma Lazio». L'associazione ambientalista ha ottenuto oltre settecentomila euro per il ripristino della facciata del tempio di Adriano, il cui cantiere verrà aperto a settembre. Subito dopo cominceranno altri quattro interventi: sulla cancellata di Sant'Agnese in Agone a piazza Navona, sulla chiesa di San Giacomo in Augusta, sul Palazzo del Banco di Santo Spirito (già Zecca Vecchia) e su Ponte Rotto a Lungotevere degli Alberteschi. Tutti effettuati grazie alla società Interpromos, specializzata nelle maxi affissioni, che per il cornplesso dei lavori dovrebbe garantire oltre due milioni di euro, corrispondenti al costo calcolato dalla Soprintendenza dei Beni architettonici di Roma. In realtà i finanziamenti disponibili sarebbero almeno il doppio, ma non si possono usare. Lo spiega Vanna Vannucci, vicepresidente della sezione romana di Italia Nostra: «Nel primo elenco di interventi urgenti erano compresi anche alcuni monumenti comunali, come la fontana dell'Ara Coeli deformata dal calcare e avvilita dalle auto che le vengono parcheggiate addosso, ma il Comune all'ultimo momento si è tirato indietro. Dice che non può mettere la pubblicità sui monumenti». Nell'elenco presentato un anno fa dall'associazione ambientalista erano compresi una cinquantina tra palazzi storici, chiese, fontane, statue, alcuni dentro la città, altri nei siti archeologici della provincia. Per ognuno di essi le rispettive Soprintendenze, quella statale e quella comunale, avevano valutato un costo per gli interventi della ripulitura. Ma ora il Comune, pur non avendo fondi per procedere autonomamente ai lavori, ha deciso di rifiutare l'aiuto degli sponsor. Eppure l'iniziativa è nata sotto l'alto patronato della presidenza della Repubblica e dovrebbe essere la prima di una serie da realizzare anche in altre città storiche. A Roma parte grazie alla convenzione firmata ieri dalla Soprintendenza statale con Italia Nostra. Convenzione che fissa regole precise: la società pubblicitaria regalerà ad ogni singolo monumento la riproduzione fotografica necessaria alla copertura e alla protezione durante i lavori; il ricavato della vendita degli spazi pubblicitari finanzierà il restauro; Italia Nostra si riserva esclusivamente il ruolo di committenza; la Soprintendenza dirigerà il restauro e avrà il diritto di scegliere gli sponsor per evitare contrasti e cadute di gusto. «Alla pubblicità - aggiunge il soprintendente Roberto Di Paola - è riservato solo il 25 per cento del pannello che riproduce l'architettura del monumento. Inoltre individueremo il tempo preciso di inizio e fine lavori in modo da evitare il protrarsi delle impalcature. Insomma non trovo motivi per demonizzare la pubblicità: se ben gestita può essere una risorsa importante per rendere più bella la città». Anche la soprintendete per i Beni archeologici del Lazio, Anna Maria Reggiani, ha ritenuto interessante il coinvolgimento dell'imprenditoria privata: «Potrebbe intervenire sullo scavo del Tuscolo, nel restauro delle statue del Canopo di Villa Adriana e della Porta Pretoria di Albano». I primi cinque PANTHEON Costo complessivo dei lavori, 712.704 euro, con i quali verranno effettuati i restauri della facciata, uno degli elementi più bisognosi di interventi, e verrà aperto un piccolo museo alle spalle del monumento sul lato che guarda verso piazza Argentina PONTE ROTTO 585.036 euro per il restauro del primo ponte in pietra della città, eretto in due fasi: nel 181-179 a.C. e nel 142 a.C. da Publio Scipione Africano e Lucio Mummida SANT'AGNESE IN AGONE A PIAZZA NAVONA Sono stati reperiti 89.700 euro per restaurare la cancellata. La ripulitura della facciata della chiesa, capolavoro del Borromini, è stata già eseguita con i fondi della Soprintendenza statale SAN GIACOMO IN AUGUSTA 109.704 euro per riportare all'antico splendore la facciata a due ordini, quello inferiore costruito nel 1592 da Francesco da Volterra, e quello superiore portato a compimento da Carlo Maderno per l'anno santo 1600 PALAZZO DEL BANCO DI SANTO SPIRITO, GIÀ ZECCA VECCHIA 511.908 euro per il restauro di questo edificio ricostruito ai primi del Cinquecento da Antonio da Sangallo il Giovane