Ma la Camera Commercio: 10 miliardi in meno di affari Formigoni: da settembre un piano del Pirellone dedicato a preparare levento Moratorie sul verde e sulle speculazioni finanziarie sui titoli alimentari. Una "Carta per Milano e la Lombardia" che vada oltre il 2015. Paura della crisi economica e idee per il turismo. Il trentunesimo piano del Pirellone dedicato ai progetti per il futuro e un "nuovo Umanesimo" che nasce oggi. Chiudono i primi Stati generali dellExpo, ma chiudono con molte promesse. La prima: «Non ci fermeremo qui, la partecipazione dei cittadini servirà ancora». La seconda: «Tutte le istituzioni faranno la loro parte per la riuscita dellevento e perché resti qualcosa di grande oltre lultimo giorno di Expo. Se il premier Berlusconi, nella sua telefonata quasi sul finale sferza la platea con raccomandazioni e rassicurazioni, per tutta la mattina si alternano interventi e idee, con i padroni di casa - il governatore Roberto Formigoni, il sindaco Letizia Moratti e lad di Expo Lucio Stanca - che prendono appunti e riescono anche a farsi qualche impercettibile dispetto. Applauditissimi interventi come quello di Carlo Petrini che chiede di non costruire sui parchi agricoli - e il sindaco Moratti lo rassicura - e di Umberto Veronesi che, proponendo una Carta contro la fame nel mondo, ammonisce: «Siamo condannati a fare riuscire questa Expo: un insuccesso ci porterebbe allassenza di sviluppo, forse alla regressione». Cè lo chef Carlo Cracco che parla di memoria storica della cucina. Ma cè anche Davide Corritore del Pd che chiede che Milano lanci la proposta, fino al 2015, «di imporre un divieto internazionale sui futures applicati ai prodotti agricoli». E Luciano Gualzetti della Caritas che spera in un tavolo sociale dellExpo (e il provveditore regionale alle carceri Luigi Pagano aggiunge: «Ci sono le condizioni per far lavorare per lExpo, in regime di sicurezza, diverse centinaia di detenuti»). Ma cè anche la Camera di commercio che presenta un sondaggio secondo il quale le imprese milanesi starebbero rivedendo al ribasso gli effetti dellExpo sulle loro attività: un anno fa stimavano un giro daffari di 44 miliardi, ora ne calcolano dieci in meno. «Speriamo che per allora tutto sia passato - fa gli scongiuri Formigoni - così sfrutteremo leuforia del dopocrisi». Interviene il segretario del Bie, la commissione che ha scelto Milano, Vicente Loscertales. Gli piace lidea di un sito flessibile e che lExpo sia fatto «per i cittadini e non per gli scienziati», sottolineando che «le infrastrutture sono essenziali» e che Milano «è in orario con i tempi». Se in molti chiedono attenzione al tema cementificazione, il sindaco risponde: «Non costruiremo grandi alberghi, solo ostelli a basso prezzo», anche se poi il neopresidente della Provincia Guido Podestà aggiunge anche «alberghi a due e tre stelle». Nel suo discorso, alla fine, la Moratti ringrazia vecchio e nuovo Governo, non dimentica nomi e istituzioni che hanno fatto e fanno parte di «questo cammino che continua». Assicura e spera che Malpensa torni a essere grande (Podestà aveva appena detto: «Se non si liberalizzano gli slot ci stiamo raccontando frottole»). Sono stati un successo di partecipazione, gli Stati generali, tra presenze fisiche e chi si è collegato al sito Internet. Si è parlato tanto di fame e nutrizione, di giovani, di verde, di progetti. Sembra tutto perfetto, si ride anche di alcune vignette poco tenere di Vincino. Al telefono Berlusconi dice che «per fortuna il tempo delle polemiche è alle nostre spalle». Sarà. Ma quando prende lultima parola, Formigoni fa una sorpresa non solo alla platea ma anche al sindaco e allad Stanca, annunciando che da settembre un piano del Pirellone ospiterà tutti i progetti per lExpo. Una "casa dellExpo" in terra tuttaltro che neutrale, ma tutti abbozzano, per ora.