Attacco alla Vincenzi: "Via quella ruspa". Lei risponde: "Speriamo nel Tar" Lamarezza del sindaco: "Tursi non può permettersi di pagare milioni e milioni di penali" Margini: "Eravamo contrari, ma in ogni caso non si tratta di una centrale nucleare" FASCE a lutto per gli 80 platani da sacrificare in nome del parcheggio dellAcquasola, e cartelli che di protesta spontanea sanno un po poco, come quello inalberato dal presidente (centrodestra) del municipio Centro est, Aldo Siri: "Andatevene finalmente a casa sindaco e Burlando". E un benvenuto amaro quello che Marta Vincenzi e Mario Margini si trovano arrivando in via Pré, allinaugurazione del la nuova sede dellIncubatore di Imprese: striscioni e cartelli polemici, retti da ambientalisti e da esponenti dellopposizione, perché il Comune blocchi in ogni caso i lavori allAcquasola. «Lei non può darmi dei poteri che non ho» dice una rammaricata Vincenzi ad una manifestante che la sollecita a salvare gli alberi. «Qui ci sono Pro Natura, Italia Nostra, Lipu, Lav e le altre associazioni. Deve far togliere la ruspa dal parco, non doveva entrarci» spiega una donna. E Siri, ironico: «Siamo qui per ricordare alla Vincenzi la nuova stagione: quella della cementificazione, dei poteri forti, degli affari... «. Sbuffa Mario Margini: «Io pensavo che il presidente del municipio fosse qui a condividere con noi la soddisfazione per quanto si sta facendo per il Centro storico. Invece... Noi eravamo contrari a questo progetto, ma in ogni caso si tratta di un parcheggio, non di una centrale nucleare! Cercheremo ogni mediazione, ma non possiamo fare nulla per fermare la costruzione, dopo la sentenza del Consiglio di Stato. La ruspa? Se non si fossero avviate almeno le operazioni che indicano che lì cè un cantiere, sarebbero stati i dirigenti del Comune a pagare. E poi, senza altre polemiche: ma quei soldi per il park, non li aveva dati una certa giunta regionale? Non voglio dire quale ma...». E ovviamente il riferimento, tutto politico, è alla giunta Biasotti: quindi della stessa parte di siri. mentre Gianfranco Antoni coordinatore del Pd del centro est, tuona: «E una cosa indecorosa, un presidente smandrappato. Se non sa confrontarsi con le istituzioni, si dimetta». Però, ricordano i giornalisti alla Vincenzi, il vicesindaco Pissarello aveva chiarito che fino al 23 luglio, giorno in cui il Tar si pronuncerà sullultimo ricorso, non sarebbero iniziati i lavori. Come mai è arrivata la ruspa? Solo per segnare il territorio? Lei sospira: «Tutti pensiamo le stesse cose, in giunta, e le facciamo. Noi siamo tra quelli che hanno individuato come un errore strategico il park allAcquasola pensato negli anni Ottanta ed avevamo dato la nostra disponibilità a verificare la possibilità affinché il parcheggio potesse essere costruito altrove. Abbiamo provato ad interrompere questo processo partito da molto lontano, ma non ci siamo riusciti. Siamo arrivati allultimo grado di giudizio col Consiglio di stato. Ora resta lultima speranza che il 23 il Tar dia una nuova sospensiva. Ma in caso diverso il Comune non può permettersi di pagare milioni e milioni di penali. Non posso impegnare mezzo bilancio per pagare spese legali, questo vorrei che fosse chiaro». E la Vincenzi ricorda laltra sgradita eredità, quella di Villa Rosa e del suo parcheggio: «Vi ricordate, anche allora dissi che per noi si trattava di una sconfitta, ma non ci era possibile fare altro. Però abbiamo avviato, insieme con i genitori, i docenti della scuola, gli ambientalisti, un osservatorio su come vengono gestiti i lavori. Se non ci sarà sospensiva del Tar, se non succederà altro che avviare i lavori, allora vogliamo fare lo stesso tipo di controllo e di monitoraggio, sugli alberi e sul parco». Intanto, i comitati preparano lultimo contrattacco. Un presidio allAcquasola il 22 luglio dalle 17 alle 21 ed una presenza silenziosa a partire dalle 8.30 del mattino del giorno successivo, davanti al Tar in via dei Mille. Ovviamente continuando a chiedere a Comune e Regione di revocare la concessione.