Il portavoce di Delbono più caro di Gibelli I costruttori lodano la frenata dellassessore allUrbanistica Maurizio Degli Esposti su aree militari e nuova stazione. «Siamo completamente daccordo» dice il direttore dellAssociazione nazionale costruttori edili di Bologna Carmine Preziosi. Tanto daccordo che al sindaco Flavio Delbono propone un "patto" di programmazione condiviso che valga per i prossimi 15-20 anni. Un modo per blindare previsioni e rendite del "cemento" sulla città. «Serve una pianificazione precisa e condivisa delle aree demaniali e ferroviarie per non rischiare di gonfiare il mercato in certe zone, favorendo alcune rendite fondiarie a scapito di altre». La nuova giunta firma così un cambio di passo rispetto alla stagione di Cofferati, che aveva proceduto a passo spedito sulla linea tracciata da Walter Vitali per le 19 aree militari. Lex assessore allUrbanistica Virginio Merola non se la prende - «ho sempre detestato i commenti degli ex» dice - ma ammette un cambio di rotta evidente (di cui avrebbe già discusso anche con il sindaco) rispetto allimpostazione della giunta precedente. Lo stesso Delbono del resto, che ha tenuto per sé la delega per le aree militari, preferisce non intervenire nel dibattito innescato dal suo assessore. Ma dal suo staff ammettono che la frenata di Degli Esposti è condivisa dal sindaco. E non solo. Il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi parla di «piena collaborazione e condivisione su tutti i punti» con il Comune. E punta il dito soprattutto contro la crisi economica: «In questo momento il mercato non sarebbe in grado di assorbire tutto quel volume edificatorio. Non solo quello delle 19 aree militari, ma neppure quello delle aree ferroviarie». Al contrario, ragiona Venturi, «bisogna pianificare con cautela la quota di patrimonio pubblico da mettere sul mercato, bilanciandolo con quello privato per portare a un abbassamento dei prezzi degli immobili». Venturi parla di un vero e proprio "piano strategico". E i costruttori subito alzano la mano e rilanciano, parlando di una pianificazione urbanistica condivisa: «Bisogna aprire cantieri in tutte le zone, ma con cautela, spalmando gli interventi nellarco di 20 anni». Anche se, aggiunge, «non devono esserci pregiudiziali su stadio e parco delle stelle. Se i progetti ci sono, vediamoli». Apprezzamenti alla svolta urbanistica soft della nuova giunta arrivano invece dallex assessore regionale Felicia Bottino che plaude alla revisione del Regolamento urbanistico targato Merola. Mentre a protestare cè il Pdl. «Sono molto preoccupato. Non mettere le aree sul mercato significa proteggere la rendita fondiaria. Ma se non si abbassano i prezzi si rischia di spopolare la città» dice Enzo Raisi. E Gianluca Galletti, Udc, allarga le braccia: «Questa città ha bisogno di accelerazioni, non di frenate. E mettere sul mercato nuove aree serve a rimettere in moto il circolo virtuoso delleconomia».