È stata restaurata dalla Bonifica Renana che lunedì la presenta con una conferenza di Andrea Emiliani Liniziativa celebra il Centenario del Consorzio che dalla sua fondazione ha sede a Palazzo Zani Nel centenario della sua fondazione il Consorzio della Bonifica Renana ha restaurato la sala più sontuosa delledificio che lo ospita, il tardo cinquecentesco Palazzo Zani in via Santo Stefano 56, e ne presenta il risultato lunedì alle 18.30 ad autorità, associazioni economiche ed amministratori neoeletti della città e della provincia, a iniziare dal sindaco Flavio Delbono. È la Sala del Fetonte, così chiamata perché la Caduta di Fetonte con il carro del Sole è il soggetto dellaffresco giovanile che Guido Reni dipinse nel 1600, prima del suo viaggio a Roma, e che decora il centro del soffitto. Fino al 1840, anno in cui fu staccato (e poi venduto per 900 sterline allinglese sir William Bankes) un affresco gemello, la Separazione della Luce dalle Tenebre, decorava la stanza adiacente. Tuttattorno al Fetonte di Guido, sulle pareti e la volta della sala si estende un autentico palinsenso di decorazioni. Larchitettura dipinta della volta e le quattro figure dangolo - allegorie dei quattro elementi - sono opera, rispettivamente, di Serafino Barozzi e di Gaetano Gandolfi, che le realizzarono poco dopo la metà del Settecento su committenza del nuovo proprietario del palazzo, labate Pier Antonio Odorici, tesoriere e amministratore per Bologna e le Romagne di papa Lambertini. Sulle pareti, invece, Giacomo De Maria (1762-1838), bolognese, allievo del Canova, realizzò secondo il nuovo gusto neoclassico i bassorilievi in stucco e foglia doro che ne ricoprono pressoché lintera superficie e le quattro sculture angolari - con aquile, nubi, putti e lance incrociate - sottostanti le figure affrescate dal Gandolfi. Infine, nellOttocento, ulteriori nuovi proprietari, i Pallavicini, commissionarono a Vincenzo Testoni i bassorilievi delle sovraporte. È questapparato straordinario delle decorazioni a stucco che il presidente del Consorzio, Giovanni Tamburini, e il professor Andrea Emiliani presentano dalle 18.30 a un pubblico di invitati, e che la Bonifica Renana ha fatto restaurare (affidandolo a Silvia Baroni) grazie a finanziamenti offerti da un numeroso ventaglio di sponsor. Senza sottrarre, quindi, risorse alla missione istituzionale del Consorzio, che sovrintendente a una rete di 1.600 canali, gestisce altrettanti ettari di oasi naturalistiche, oltreché presidiare idrogeologicamente 1.800 chilometri quadrati di superficie. Dalla sua fondazione, un secolo fa, il Consorzio ha sede a Palazzo Zani, che ha acquistato nel 1948 salvaguardandone la destinazione pubblica, e si fa carico della sua buona conservazione, restaurando via via pavimenti di veneziana, arredi e decorazioni di diverse epoche che lo arricchiscono. Il palazzo apre le porte al pubblico solo in rare occasioni: nelle Giornate del Fai o altre scadenze promosse dallassociazione delle Dimore Storiche. Nelloccasione del Centenario è stata realizzata una piccola brochure (curata da Alessandra Furlani); la giornata di lunedì si conclude, alle 21 nel Cortile dOnore, con un concerto (inserito nel programma di Bé, aperto a tutti) che avrà protagonista il Quintetto di fiati solisti del Teatro dellOpera di Roma, il soprano Chisako Miyashita e il pianista Dragan Babic.