Altri 3 ai domiciliari, sospesi 7 professionisti Sottindagine anche gli appalti per il restauro del Castello di Baia e per Palazzo Fuga Inchiesta della Finanza: 3 ai domiciliari, sospesi 7 professionisti. La raccomandazione chiesta a Montezemolo Appalti e favori: lex soprintendente ai Beni Architettonici di Napoli Enrico Guglielmo è agli arresti domiciliari con limprenditore Luigi Lucci e altre due persone. Per sette architetti divieto temporaneo dallesercizio della professione. Inchiesta della Finanza coordinata dalla Procura. Guglielmo avrebbe favorito Lucci ricevendo 39 mila euro per acquistare una barca. In una telefonata chiese a Montezemolo di raccomandarlo presso lallora ministro Rutelli. Un soprintendente accusato di aver «piegato le proprie attribuzioni a finalità di arricchimento personale». E un imprenditore che sarebbe stato «sistematicamente favorito» nellaggiudicazione degli appalti. «Ci tiene tutti in pugno», diceva di lui al telefono una funzionaria. Sono i protagonisti principali dellinchiesta, condotta dal nucleo tutela spesa pubblica della Guardia di Finanza e coordinata dai pm Filippo Beatrice (ora alla Procura nazionale) e Graziella Arlomede, sfociata in 4 arresti domiciliari e sette divieti temporanei di esercitare la professione di architetto. Il soprintendente è Enrico Guglielmo, allepoca dei fatti al vertice dei Beni architettonici di Napoli, oggi alla guida della soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Caserta e Benevento. Limprenditore è Luigi Lucci, al quale fanno capo imprese specializzate nel settore dei Beni culturali. Entrambi sono agli arresti domiciliari. Guglielmo è indagato di corruzione, turbativa di gara, associazione per delinquere. Lucci deve rispondere di corruzione: avrebbe ricompensato il dirigente ministeriale versandogli una quota, pari a 39 mila euro, per lacquisto di una barca pagata complessivamente 156 mila euro. Agli arresti domiciliari con laccusa di associazione per delinquere ci sono poi il nipote di Guglielmo, Gianluca, indagato in relazione alla società di servizi "Studio 3" di cui lo zio è ritenuto «socio occulto», e lingegnere Mauro Fusco, collaboratore esterno della Soprintendenza. Il divieto temporaneo di svolgere la professione di architetto è stato disposto nei confronti di Giuseppe Monaco, socio di "Studio 3" e Giuseppe Taccogni, indagati di associazione per delinquere, Michele Barone Lumaga e Teresa Tauro, che devono rispondere di corruzione, Massimo Panarese, Monica Pisani, Valentina Salvi, indagati per turbativa di gara. Guglielmo, spiega il procuratore aggiunto Francesco Greco, si sarebbe «adoperato» affinché fosse aggiudicato allimpresa di Lucci lappalto per il restauro e la valorizzazione del Castello di Baia. In altre occasioni il soprintendente avrebbe «consentito» che imprese ritenute riconducibili allimprenditore «venissero invitate o comunque partecipassero» alle gare, come nel caso del Real Albergo dei Poveri e del sito reale borbonico di Portici. Laltro capitolo dellinchiesta riguarda le presunte «costanti interferenze» di Guglielmo nelle procedure per laffidamento di incarichi professionali a soggetti ritenuti «collegati» al soprintendente: lindagine riguarda la gara come responsabile per la sicurezza dei lavori di adeguamento del sistema antincendio di Palazzo Reale, del coordinamento per la sicurezza nel restauro del teatrino di Corte di Palazzo Reale e altre gare riguardanti il Castello di Baia e sale museali. Gli inquirenti contestano al soprintendente di aver ricevuto «compensi indebiti» attraverso fatture per prestazioni inesistenti emesse da "Studio 3". (d.d.p.)