Divisi gli ex colleghi di ufficio "Arrogante". "No, gran lavoratore" Un sindacalista: "Ha voluto tenere una stanza per sé" Un funzionario: "È persona perbene" Sorpresi no, «già si vociferava, la notizia non ci ha stupito più di tanto», dice un impiegato dellufficio protocollo prima di sgusciare via con una pila di buste di mano. Si riferisce allindagine avviata lanno scorso. Palazzo Reale a metà mattinata, nel giorno degli arresti di Enrico Guglielmo, numero uno dal 2000 al 2008. Nella sede della soprintendenza la notizia è arrivata via Internet. Ci sono 400 dipendenti, 25 architetti, una trentina di funzionari amministrativi. In piazza Plebiscito si sta montando il palco per il concerto del musicista Antonio Pappano. Nunzia Dello Iacono che è stata segretaria prima di Zampino, poi di Guglielmo e ora lo è di Gizzi, si stringe nelle spalle: «Che dovrei dire? Mi dispiace. Qui manca da un anno, anche se ci sono ancora alcuni cantieri aperti di cui è Rup, responsabile unico di progetto». Non è più il numero uno di Palazzo Reale, ma, racconta critico Rino Romano, del sindacato autonomo Intesa, «ha preteso di conservare una grande stanza per sé, qui, accanto a quella di Gizzi, «a che gli serve?», domanda. Un architetto che preferisce non essere nominato, parla del «caratteraccio» dellex soprintendente, «dispotico e decisionista», che «ha lasciato un pessimo ricordo». Romano arriva a dire che Guglielmo, «qui a Palazzo Reale aveva rapporti pessimi con la quasi totalità dei dipendenti. Arrogante è dire poco. È arrivato persino a promuovere ad autista personale un custode, Giuseppe Vitalone». Le cronache registrano più di una polemica scaturita dai niet di Guglielmo: nel 2002 scacciò le barche dal lungomare Caracciolo, nel 2005 bocciò il progetto del ponte pedonale di via Acton presentato dal Comune, nel 2006 negò la Reggia di Caserta alla star del rock Bruce Springsteen. Poi gli scontri su Bagnoli, il waterfront, la pavimentazione del Rettifilo. Ma oggi si ricorda anche la controversia giudiziaria con un condominio di via Manzoni in seguito alla autorizzazione del soprintendente ad installare un mega ripetitore della Siemens. E latteggiamento «incredibilmente» tollerante dellalto funzionario, durante la stagione dei "condoni semplificati" negli abusi edilizi di Ischia. Del tutto opposto il giudizio di Carlo Caracciolo, responsabile del museo di Palazzo Reale. «Non ci credo che possa aver commesso quello che gli si addebita», dice, «lo conosco come una persona stimabilissima, perbene, incapace di fare cose di questo tipo. Ricco di famiglia. Al di là dello stipendio basso che percepiamo, facciamo questo lavoro perché ci piace. E Guglielmo - continua Caracciolo- era un lavoratore, stava qui dalla mattina alle 8 alla sera alle 23, e veniva anche il sabato e la domenica». Se si è fatto dei nemici, continua il funzionario, è perché non ha concesso certe cose, «fare i populisti non aiuta ad essere concreti. Guglielmo sapeva dire di no. Manovrava una materia delicata e si sa che ci può fare dei nemici. Lui ha fatto quello che doveva, i politici operano scelte diverse. Può darsi, conclude Caracciolo, che dovesse diventare direttore regionale, perché Pio Baldi sta per andare in pensione. Qualcuno ha pensato di mettergli i bastoni le ruote».
CAMPANIA -A Palazzo Reale poche ore dopo la notizia dei provvedimenti giudiziari. Guglielmo da un anno era a Caserta
Un ex funzionario di Palazzo Reale, Enrico Guglielmo, è stato arrestato l'anno scorso per corruzione e abuso d'ufficio. L'indagine ha scoperto che Guglielmo aveva voluto tenere una stanza per sé nella sede della soprintendenza, a dispetto della norma. Altri ex colleghi lo descrivono come arrogante e dispotico. Guglielmo era stato numero uno di Palazzo Reale dal 2000 al 2008, ma la sua gestione era stata segnata da controversie e polemiche. Si ricordano le sue decisioni contro il progetto del ponte pedonale di via Acton e la controversia con un condominio di Ischia.
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