Il ruolo dellimprenditore Lucci raccontato dai testimoni: vinceva tutte le gare. Una dirigente cercò di fermarlo «Ci sarebbe la possibilità di avere lincarico di direttore regionale... io ho delle buone referenze nei riguardi del ministro.. però... non so se ci fosse la possibilità di spendere una buona parola, se tu ritieni». Dicembre 2007, Enrico Guglielmo contatta il presidente della Fiat Luca di Montezemolo. Due mesi prima, il soprintendente aveva avvertito una funzionaria che «tutti i telefoni, anche questo», erano intercettati. Ciò nonostante, non rinuncia a chiamare Montezemolo. Lo fa, chiosa il gip, per chiedergli «di sottoporre a Francesco Rutelli (allepoca dei ministro per i Beni Culturali) le proprie aspirazioni di carriera». Il soprintendente ricorda di essere «uno dei pochi vincitori di concorso che non ha ancora avuto lincarico» e lamenta di essere stato «in qualche modo un po svantaggiato» rispetto ad altri. Tredici giorni dopo, Montezemolo gli riferisce di aver ricevuto assicurazione dal ministro che «terrà presente». Montezemolo e Rutelli sono completamente estranei allindagine. Le telefonate, spiega il gip, non hanno rilievo penale ma vengono riportate per «illustrare il rilievo delle relazioni con il mondo imprenditoriale e le ambizioni» di Guglielmo che conosce Montezemolo per i suoi interessi a Capri. «Come dimostra - scrive il gip - un fax del 14 aprile 2007» indirizzato a Montezemolo e contenente la nota con la quale la Soprintendenza rilasciava unautorizzazione paesaggistica. A questo proposito il giudice cita uno dei testi che ha riferito di presunte pressioni esercitate da Guglielmo nei confronti della commissione che si era opposta alle autorizzazioni per piscine rilasciate a Capri e Anacapri. Laltro protagonista dellindagine è limprenditore Luigi Lucci. Alcuni testimoni sostengono di avergli sentito gridare, nei corridoi della Soprintendenza, frasi come: «I funzionari devono fare quello che voglio perché io pago». Le imprese di Lucci, ha dichiarato uno dei testimoni, la dirigente del ministero Maria Luisa Nava, «vincevano tutte le gare». Situazione che Nava tentò di frenare restando progressivamente isolata. Nel 2007 ha anche sporto denuncia contro ignoti temendo per la sua incolumità. Una «persona della ditta di Lucci», riferisce un altro teste, quando la Nava acquistò un ciclomotore «si lasciò sfuggire che gli incidenti in motorino sono più frequenti». Due anni fa Lucci è stato pedinato a un incontro presso il sito archeologico dello stadio di Pozzuoli (al quale era presente anche lassessore regionale, estraneo allinchiesta, Ennio Cascetta) organizzato da una funzionara indagata ma non raggiunta da ordinanze, che gli aveva detto: «Sto "inciarmando" una grande operazione per lo stadio». «Pensavamo di aver già chiarito tutto in un lungo interrogatorio - afferma lavvocato Annalisa Mancini, che difende Guglielmo con Giovanni Esposito Fariello - abbiamo depositato una memoria che è stata evidentemente ignorata». Lavvocato Giovambattista Vignola, difensore di Lucci, dice: «Questa impresa lavora nel settore dei Beni culturali da decenni. Chiariremo tutto».