L'amministrazione inizia un percorso di valorizzazione dei tesori locali L'opera più antica del paese era nella pieve di Varana e ora è in chiesa a Pradelle Il Comune la fa recuperare La statua di san Donato della omonima pieve di Varana, da tempo distrutta, è una scultura del 1300 veronese e sarà sottoposta a breve a intervento di restauro voluto dall'amministrazione comunale. «È il reperto più antico del nostro territorio», spiega il sindaco Luca Trentini, «una bandiera da valorizzare, per recuperare al contempo le nostre radici storiche e culturali. L'importanza dell'opera è stata riconosciuta anche dalla soprintendenza ai beni culturali. Con questo restauro iniziamo un percorso di recupero dei nostri tesori». Il Comune ha stanziato 9.000 euro per recuperare l'opera e altri 5.000 li donerà la Banca Popolare di Verona. Attualmente la statua orna il primo altare di sinistra della parrocchiale di Pradelle, dove fu portata intorno al 1985, unico ricordo della pieve che sorgeva in località Varana, venduta dalla curia nel 1970 e che è andata via via deteriorandosi, fino a diventare un ammasso di rovine. La scoperta che la scultura è della fine del 1300 è avvenuta in seguito alle ricerche fatte da una equipe di studiosi guidati da Bruno Chiappa e Gian Maria Varanini che hanno curato la pubblicazione che fissa la storia di Nogarole e confluita nel libro distribuito dal Comune a tutte le famiglie "Nogarole Rocca nella storia. Gli uomini, la terra, l'acqua, il confine". Enrico Maria Guzzo, autore della scheda, definisce la statua «un capolavoro dell'arte veronese del Trecento». Dal restauro gli studiosi si aspettano ora ulteriori chiarimenti e nuovi contributi per la sua definizione storica e artistica. Della sua presenza e della pieve si parla nei documenti del 1300 dell'epoca degli scaligeri e viene ripresa nelle relazioni delle visite pastorali. La statua finora era stata considerata dai nogarolesi solo un importante documento della storia della devozione popolare unico pezzo esistente che ricorda l'antica pieve. C'è chi ricorda ancora il suo spostamento dai ruderi della pieve alla parrocchiale di Pradelle avvenuta su un carro sul quale era stata caricata utilizzando un sollevatore carica letame. La scoperta del suo valore storico e artistico si deve allo studioso e ricercatore Umberto Tellini di Pradelle che ha partecipato alla raccolta di dati per la stesura del libro. «Già anni fa visitando San Proclo a Verona avevo visto una statua simile ed era nata in me la convinzione che anche San Donato fosse qualcosa di più di una comune statua come era considerata da tutti. La conferma delle mie conclusioni e convinzione è arrivata con la ricerca appunto per la realizzazione del libro su Nogarole».