Aree militari. Mettere sul mercato diciannove comparti così vasti potrebbe creare una bolla speculativa Degli Esposti riduce i grandi progetti stazione low profile e niente stadio nuovo Ha preso possesso del suo nuovo ufficio a Palazzo DAccursio, lo stesso che fu di Virginio Merola, da appena quattro giorni. La sua agenda, da qui al 23 luglio, è già fitta di incontri con categorie economiche, ordini professionali, associazioni. Poco alla volta, circondato dai collaboratori, il neo assessore Maurizio Degli Esposti comincia a prendere in mano il dossier Urbanistica. E a definire alcuni punti fermi del nuovo corso. Estrema cautela sui progetti faraonici tipo il Parco delle Stelle o il nuovo stadio. No deciso alla grande moschea. Ex aree militari da riqualificare con prudenza, poco per volta, per non «gonfiare» il mercato. E sulla stazione solo qualche ritocco in questo mandato, il progetto dellarchitetto Arata Isozaki può ancora aspettare. Una svolta soft, ma "conservatrice", allinsegna del basso profilo tracciato dal sindaco Flavio Delbono. Niente riflettori. «Niente case di cartapesta che nascondono il vuoto» dice Degli Esposti ai suoi. Si lavora in silenzio e si parlerà - è limpegno assunto - solo a cose fatte. Questo lo «stile» del neo assessore, rientrato dalla ferie sul Gargano pochi giorni prima dellinsediamento e subito a testa bassa sul Piano Strutturale Comunale. E parte proprio da lì, Degli Esposti. Da quel Regolamento Urbanistico approvato in tutta fretta nello scampolo del mandato Cofferati, tra polveroni e polemiche. «Ci sono dei buchi in quel testo. Va rivisto insieme alle categorie» ragiona ad alta voce lassessore. «Nessuno strappo con Merola» è la sua raccomandazione, ma architetti e ingegneri sono già convocati per rimettere mano a certe «rigidità» che rischiano di ingessare il mercato immobiliare. Lassessore guarda alla sua esperienza a Borgo Panigale. Cinque anni da presidente di quartiere, in trincea sui problemi di ogni giorno, come il risanamento del Lungoreno, dove grandi annunci e progetti mirabolanti non trovano spazio. Dove non ci sta una grande Moschea, ma si possono creare «tanti piccoli centri islamici». Dove si pensa più alle «strutture sportive intermedie» che ai super-progetti come il grande stadio o il Parco delle Stelle. «Mongolfiere», le ha ribattezzate in privato, che «per volare hanno bisogno di molto fuoco». E allora serve cautela se le società sportive non hanno gambe solide. Se mancano le infrastrutture. «Se i mega progetti sono solo il volano per ottenere sostegni economici dalle banche». Cè la crisi che incombe. Una crisi per cui «non si vende nemmeno un garage». E allora anche la nuova grande stazione stenta a decollare, perché la "cattedrale" di Isozaki si regge economicamente sulla vendita delle aree ferroviarie dismesse. Difficile che Grandi Stazioni riesca a metterla in piedi a breve. Degli Esposti lha messo in conto: «Se ne parla entro il prossimo mandato». Prima bisogna pensare al restyling. Alle scale mobili, agli ascensori che non ci sono. Un altro progetto in alto mare, già finanziato dal Cipe, che ora necessita di una variante, ma che «bisogna provare a realizzare in questi cinque anni». Piccoli passi, anche sulle aree militari. La partita riguarda anche il sindaco, che ha la delega sulle caserme, ma Degli Esposti ha le sue idee, già molto chiare: una riqualificazione per gradi. Non si possono mettere sulla piazza 19 aree di quelle dimensioni: il rischio è «inflazionare il mercato». Si va verso un Piano operativo comunale (Poc) leggero, che tocchi solo poche aree per volta. Una rivoluzione urbanistica per ora silenziosa, ma già in atto.